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2011 Bari Atti

GIDP - Gruppo Infermieristico Dialisi Peritoneale
La Dialisi Peritoneale quale protagonista del processo di deospedalizzazione e della gestione assistenziale per intensità di cure
(Giornata di studio Edtna-Erca, Bari 27 Maggio 2011)
A cura di Delalio Alessia, Gambirasio M.Cristina, Zito Maria Pia

Introduzione:

Negli ultimi anni la Dialisi Peritoneale (DP) ha avuto un consistente sviluppo per rispondere alle necessità dei pazienti e far fronte al sovraffollamento dei centri emodialisi. Parallelamente sono avvenuti grandi cambiamenti nella popolazione, sempre più anziana e complessa, e nel Servizio Sanitario Nazionale (SSN), chiamato a rispondere alle necessità di questa nuova popolazione, con limitate risorse economiche. EDTNA/ERCA, filiale Italiana, ha dato seguito alla giornata che si era svolta a Milano lo scorso anno cercando di rivedere gli argomenti trattati calandoli nella realtà regionale pugliese. Il gruppo si è focalizzato su due importanti attività:

  1. Dare continuità al  lavoro coloro che ci hanno preceduto.
  2. Coniugare presente e progetti futuri.

La giornata di studio, svoltasi a Bari il 27/05/2011,  si proponeva questi obiettivi:

  • Proseguire l’attività scientifica del GIPD dopo la giornata di Milano.
  • Approfondire la conoscenza dei cambiamenti avvenuti nel SSN e la ricaduta sui rapporti “azienda ospedaliera/ azienda sanitaria locale/ territorio”.
  • Collocare gli infermieri di DP nello scenario sanitario.
  • Conoscere le strategie di governo delle Aziende Sanitarie Locali (ASL) fondamentale snodo di programmazione sanitaria della regione Puglia.
  • Proporre esperienze assistenziali a sostegno del domicilio.
  • Ricercare un modello di “care” che racchiuda, sistematizzando, le caratteristiche della nostra attività.
  • Produrre un documento che sancisca l’impegno del GIPD.

La scelta degli argomenti proposti è nata da una riflessione:

i luoghi di cura dei nostri pazienti sono fuori dall’ospedale: è quindi fuori dall’ospedale che dobbiamo indirizzare il nostro sguardo, volgendolo ad un mondo sanitario ampio, complesso, mutevole e sensibile alla prospettiva da cui si osserva il problema” gestione della cronicità”.

“La Dialisi Peritoneale quale protagonista del processo di deospedalizzazione e della gestione assistenziale per intensità di cure”

Rete dialitica per l’assistenza ai nefropatici cronici. Triennio 2009-2011. Il presente Piano di settore intende offrire risposte adeguate alle esigenze di sviluppo del sistema assistenziale rivolto ai nefropatici cronici. Rispetto  lla qualificazione dell’assistenza nefrologica si evidenziano tre punti cardine: Continuita’ del processo preventivo, diagnostico e terapeutico, integrazione tra le attività di degenza, ambulatoriali e di dialisi/trapianto, integrazione ospedale territorio. Ciò che rileva è la continuità del processo preventivo, diagnostico e terapeutico ad opera di specialisti. Al collegamento continuo del processo preventivo, diagnostico e terapeutico è affidata la qualità globale del risultato; ne emerge quindi il concetto dell’inscindibilità tra Nefrologia, Dialisi e Trapianto. 

Gli ostacoli alla diffusione della DP Regione puglia si possono sintetizzare come segue:

  • scarsa conoscenza della metodica da parte del paziente e del suo medico curante
  • scarsa conoscenza della metodica da parte dei nefrologi e degli specializzandi
  • invecchiamento dei pazienti con difficoltà all’autogestione o assenza di un partner
  • Mancanza di personale infermieristico dedicato alla dp

Tuttavia esiste un programma di sviluppo della Dialisi Peritoneale per la Regione Puglia. Nel DIEF della regione  uglia per il triennio 2010-2012, pubblicato nel dicembre 2010, è stato finanziato un progetto:  "Emodialisi notturna" e "Dialisi peritoneale" che mette a disposizione 500.000 € per la diffusione della Dialisi peritoneale domiciliare. L’obiettivo è quello di aumentare nella Regione Puglia la diffusione della Dialisi peritoneale, nella prima fase, dall’attuale 7,76% al 10%. Promuovere la diffusione della DP con azioni a breve(percorsi formativi programmati per il personale medico e infermieristico dei centridialisi con minorepenetrazione)emedio-lungo termine (presa in carico precoce del paziente). intervenire sul problema dei pazienti non autosufficienti e/o senza partner (Home Care Assistance). Inoltre avviare o potenziare l’attività ambulatoriale per la presa in carico di pazienti in fase predialitica, adottando protocolli assistenziali per l’avvio alla terapia sostitutiva e procedure per l’informazione ai pazienti ed ai loro MMG ed il consenso dei pazienti sul trattamento dialitico da adottare. Per questo, deve essere fortemente potenziato il modello organizzativo delle medicine di primo e secondo livello per il riconoscimento precoce del danno d’organo e per la presa in carico del paziente lungo il percorso diagnostico terapeutico che caratterizza questa patologia cronica. 

Francesco Lategola

“Integrazione Ospedale Territorio: Organizzazione della continuità assistenziale”

Un approccio olistico al processo di cura comporta la presa in esame, la gestione, l’integrazione e il oordinamento di tutti i momenti assistenziali. L’attuale sistema gestionale, invece, prevede che l’erogazione dell’assistenza e il conseguente finanziamento siano relativi ai singoli momenti in cui il processo di cura può essere disarticolato: assistenza di medicina generale, assistenza territoriale, assistenza ospedaliera, assistenza farmaceutica e riabilitazione. In nefrologia l’integrazione territorio-ospedale può essere pienamente applicata in tutti i percorsi clinico - assistenziali riguardanti il cittadino con nefropatia. I destinatari devono essere considerati i pazienti nefropatici con patologe in fase predialitica, in fase terminale, in fasi sub-acute di patologie croniche con comorbidità, dimessi da strutture sanitarie o residenziali ed in uremici con particolari condizioni di disagio sociale e con gravi disabilità. I protagonisti di questa nuova concezione di assistenza integrata saranno, insieme ai cittadini-pazienti, i loro MMG di concerto con gli specialisti Nefrologi e gli altri operatori dell’assistenza. Il  odello di intervento prevede diverse fasi: fase di assistenza primaria (MMG), fase ambulatoriale (specialista nefrologo), fase ospedaliera (equipe ospedaliera), fase domiciliare (equipe ADI). Il Progetto Leonardo e Care Management prevede una partnership pubblico-privato tra Regione Puglia, ASL di Lecce e Pfizer Italia. Ha lo scopo di migliorare l’ aderenza del paziente ai percorsi diagnostico terapeutici, al trattamento e migliorare la soddisfazione del paziente e dei sanitari coinvolti. I Care Manager sono infermieri formati per fornire al paziente: informazioni, motivazioni, sostegno, educazione al self management.

Ambrogio Aquilino 

“PROJECT MANAGEMENT OVVERO COME COSTRUIRE UN PROGETTO IN SANITÀ”

Le fasi classiche del progetto sono: Ideazione, Studio di fattibilità, Pianificazione, Realizzazione, Valutazione. Gli elementi caratteristici del progetto sono: Data di inizio e di fine, Attività unica e non ripetitiva, Budget, Utilizzo di risorse provenienti da diversi dipartimenti che devono essere coordinate, Esistenza di un singolo punto di responsabilità, Ruolo dei gruppi e relazioni che sono soggetti a modifiche e che devono essere sviluppati, definiti e stabiliti. Altre caratteristiche del progetto sono: esplicitazione delle responsabilità, adozione di sistemi di pianificazione, istituzione di un team di progetto. I progetti in sanità sono quelli che oggi definiamo “momenti di cambiamento”. Le motivazioni alla base della scelta di far partire il progetto possono essere definite come “obiettivi generali e vincolo del progetto”. L’obiettivo specifico e vincolo del progetto viene delineato rispondendo a tre domande:

  1. Che cosa = risultato atteso
  2. Quando = scadenza alla quale è raggiunto il risultato
  3. Quanto = le risorse economiche e finanziarie investibili nel raggiungimento di tale risultato

Il progetto viene quindi ideato, pianificato, realizzato e valutato sulla base di tre dimensioni:

  1. La qualità, ovvero il raggiungimento del risultato predefinito;
  2. Il tempo, ovvero lo svolgimento all’interno di un intervallo temporale;
  3. i costi, ovvero il rispetto di un budget prefissato

Rosaria Avisani 

La professione infermieristica: un percorso che porta gli  infermieri di DP ad essere attori nel processo di care.

Comune ad ogni infermiere un retaggio culturale che consente di valorizzare il proprio ruolo. Indispensabile la consapevolezza e la condivisione di questo retaggio comune, punto di forza per l’accrescimento delle competenze necessarie a rispondere a bisogni e richieste di un’utenza sempre più complessa.

Da dove veniamo?

E. Greenwood stabilisce i caratteri distintivi di una professione,  elementi che la contraddistinguono da altre attività lavorative :

  1. Corpo sistematico di teoria: conoscenze riguardanti il campo di attività, acquisite attraverso una formazione accademica. 
  2. Autorità professionale: determinata dalla formazione continua che fornisce un’abilità specifica ed una competenza esclusiva.  
    1. Sanzione della comunità: legittimazione istituzionale della professione.
  3. Codice etico: limiti gli abusi del monopolio stabilendo norme sui rapporti di rilevanza (professionista-cliente e collega-collega);
  4. Cultura professionale: generata dagli stessi professionisti che promuovono la professionalizzazione e la diffusione del patrimonio delle conoscenze, affiancate  dall’insieme dei valori (credenze fondamentali), delle norme (guide al comportamento) e dei simboli costituenti la società, cui i professionisti rivolgono la loro attività.

 

 

 

 

Quali sono i nostri valori:

Solidarietà sociale:per rimuovere gli ostacoli che impediscono lo sviluppo di ogni persona, promuovendone le potenzialità dei più deboli. “SALUTE”: uno dei più importanti diritti, condizionato dalla predisposizione  degli elementi che lo renderlo esigibile.

A.Delalio

Chi siamo e cosa facciamo?

“Ricerca EDTNA/ERCA sulla ratio infermiere/n. pazienti nei servizi di dialisi peritoneale in Italia: risultati, trend e loro utilizzo” Il riconoscimento della professionalità degli infermieri in DP passa attraverso la declinazione di cinque peculiari variabili:

  • Qualificazione del contributo infermieristico.
  • Contesto: non solo ospedaliero ma anche residenziale, domiciliare, e luoghi di vacanza.
  • Destinatari: pazienti, familiari, colleghi, altri operatori.
  • Focus assistenziale: trattamento dialitico, predialisi, training, programmi educativi, visite domiciliari.
  • Relazioni: con il team infermiere, medico, dietista, psicologo, farmacista, assistente sociale

 

 

 

 

Q uesto studio ha evidenziato come nel 29% delle realtà indagate non vi siano infermieri dedicati alla DP, e non vi siano standard qualitativi ed assistenziali uniformi.

P. Coscia -  M. C. Gambirasio 

Un modello assistenziale comune: “Chronic Care Model (C.C.M.)”

 

L’infermiere di dialisi peritoneale, si riconosce quale protagonista in un modello di “care” che vede nella collaborazione di più professionisti, in setting di cura ospedaliero e domiciliare, la miglior modalità di gestione della cronicità. Sei i punti cruciali del modello in cui si sviluppa la competenza degli infermieri di dialisi peritoneale:

  1. Riscoprire ed utilizzare le risorse della comunitàper migliorare l’assistenza ai pazienti cronici.
  2. Le organizzazione sanitarie: sviluppate su una nuova mentalità nella gestione delle malattie croniche che coniughi corretta allocazione delle risorse e qualità del servizio alla persona.
  3. Supportare l’auto-cura: rendere il paziente protagonista attivo dei processi assistenziali.
  4. Organizzare il team multidisciplinare: introducendo una chiara divisione del lavoro per la corretta e  programmata gestione dei pazienti cronici.
  5. Supportare le decisioni:  l’adozione di linee-guida basate sull’evidenza forniscono al team gli standard per garantire un’assistenza ottimale ai pazienti cronici
  6. Creare dei validi  sistemi informaticiper la condivisione delle informazioni ed il costante monitoraggio delle azione e degli esiti.

Dall’interazione tra questi sei punti scaturiscono nelle diverse realtà di dialisi peritoneale:

  • Diverse culture sanitarie e sociali (alleanze con cittadini e prevenzione);
  •  Integrazione tra i vari professionisti e istituzioni (multi professionalità);
  •  Utilizzo di percorsi e strumenti professionali al fine di raggiungere “assistenza personalizzata”;

C.C.M. nella traduzione strategica e manageriale ovvero: mantenere ed accrescere le competenze infermieristiche per:

  1. La valutazione dei bisogni assistenziali attraverso l’analisi dei fattori che determinano le condizioni di salute;
  2. L’organizzazione dei servizi di dialisi peritoneale che puntino aumentare la capacità di dare risposte ai cittadini affetti da insufficienza renale cronica;
  3. coinvolgere il paziente e le persone che lo sostengono per diffondere la conoscenza della malattie e la capacità di autogestione (empowerment del cittadino);
  4. La programmazione degli interventi (prevenzione, diagnosi, cura e controlli) per migliorare la

       gestione della malattia in tutti i suoi stadi.

Rosaria Avisani

Conclusioni.

 “Ogni conoscenza ne richiede un’altra, una terza e così via;
sia che si segua l’albero nelle radici o nei rami,
si constata sempre che una cosa deriva dall’altra:
è più una nozione ci risulta viva
più sentiamo il bisogno di seguirla nelle sue correlazioni verso l’alto e verso il basso”

 

Johann Wolfgang von Goethe

Così è stato per i partecipanti: a conclusione di un denso pomeriggio, molti interrogativi sono nati, ma soprattutto sono state fornite molte chiavi per darvi risposta. Come riscontrato nella giornata di Milano c’è stata la chiara percezione della complessità in cui, gli infermieri di dialisi peritoneale, quotidianamente si muovono, ma altrettanto forte la motivazione che sostiene la loro attività. Si è riconfermato il proposito di condividere le esperienze e il sapere affinché divenga il nostro nuovo patrimonio professionale. Utile la condivisione ed il confronto tra le diverse realtà regionali.  

SINTESI GRADIMENTO: RILEVANZA -  QUALITA' - EFFICACIA