Stampa

2011 Nazionale Lategola

Programma integrato e trapianto renale nei pazienti in dialisi peritoneale: uno studio multicentrico.
L. De Maggis1, F. Lategola1, M. Marinelli1, M. Tempesta1, M. Di Venere2, R. Colagiacomo3, - A. Milazzo4, D. Fortunato4, M.L. Biga5, N. Devivo6, F. Lopriore7, T. Farina 8. - UU. OO. di Nefrologia degli Ospedali Policlinico Bari1, Di Venere Bari2, Altamura3, Andria4, Barletta5, Molfetta6, Putignano7, Manduria8.

Background

Il paziente uremico può attualmente avvalersi di varie terapie sostitutive della funzione renale. Un corretto approccio alla scelta del trattamento dialitico deve prevedere la presentazione al paziente uremico di tutti i trattamenti sostitutivi, cioè dell’intero programma integrato. La dialisi peritoneale (DP) incide positivamente sulla qualità di vita delle persone che devono sottoporsi a trattamento dialitico e richiede un impegno economico inferiore rispetto al trattamento emodialitico. Il trapianto è considerata la terapia di scelta dell’uremia in quanto aumenta la sopravvivenza del paziente e migliora la sua qualità di vita. Numerosi studi hanno dimostrato come un approccio pianificato può migliorare l’intera vita terapeutica del paziente uremico. La penetrazione della DP, in Italia, tuttavia non può dirsi soddisfacente e ciò è dimostrato dai dati relativi alla prevalenza e alla incidenza osservati dal RIDT. Tra le cause della ridotta diffusione della DP la principale è la persistenza di pregiudizi sulla sopravvivenza a lungo termine di questi pazienti e sulle cause di drop out.

Obiettivo 

Scopo di questo studio è stato quello di valutare se l’approccio integrato al trattamento dell’uremia ha modificato la sopravvivenza e l’outcome di questi pazienti.

Materiali e metodi 

In un periodo di 5 anni sono stati arruolati 393 pazienti. Sono stati esclusi i pazienti con un trattamento inferiore ai 3 mesi e di età inferiore ai 18 anni.

Risultati

I soggetti con un livello di rischio medio alto (76,68%) prevalevano tra i pazienti avviati alla DP. La sopravvivenza dei pazienti in DP mostrava una percentuale del 66% a 30 mesi e del 42% a 60 mesi. Il 57% dei pazienti ha scelto un trattamento DP su base volontaria. La causa di drop out più frequente è stata l’exitus (47%), seguita dal trasferimento alla HD (39%). Le principali cause di morte sono state le malattie cardiovascolari (53%) e la cachessia(17%). Il drop out per passaggio alla HD è stato provocato per il 90% da complicanze della DP. Il 27% dei pazienti era inserito in una lista d’attesa per trapianto di rene e il 27,5% di questi veniva trapiantato dopo un’attesa di 25,0 + 15,6 mesi. La principale causa di drop out nei pazienti in lista d’attesa è stata il trapianto renale (53%)

Conclusioni

La causa principale di drop out dalla DP è l’exitus per complicanze cardiovascolari. Le principali cause di trasferimento alla HD sono le complicanze infettive della DP (peritoniti e infezioni dell’exit-site). Il trapianto renale è la prima causa di drop out nei pazienti in DP inseriti in una lista d’attesa per trapianto. Una maggiore diffusione della DP, quale prima opzione nella terapia integrata dell’uremia, potrà portare indubbi benefici al paziente inserito in lista d’attesa (migliore qualità di vita, risparmio del patrimonio vascolare etc).