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2011 Nazionale Sgreccia

LA MAPPATURA DELLE COMPETENZE DELL’INFERMIERE DI DIALISI
M. Sgreccia, S. Domeniconi , A. Maraula - Emodialisi Ospedale di Rimini

 

INTRODUZIONE

La competenza infermieristica si diversifica in aspetti distintivi che contraddistinguono “orizzontalmente” settori operativi differenti. Essa però trova anche una diversificazione “verticale” in livelli di “capacità” più o meno elevati: in tutti i contesti operativi infatti ogni dirigente e, soprattutto, ogni paziente è in grado di percepire e valutare alcuni infermieri come più competenti rispetto ad altri.

ANALISI DEL PROBLEMA

Negli ultimi 2 anni il numero totale degli infermieri componenti l’equipe della Dialisi di Rimini è passato da 26 a 32; l’acquisizione delle nuove unità non è stata graduale ed in realtà non sono entrate solo 6 nuove unità infermieristiche: ne sono entrate in totale 10 e di queste (per motivi diversi) solo 6 sono rimaste. L’addestramento di questi neo inseriti ha messo a dura prova i tutor; essi hanno messo un grande impegno per la buona riuscita di ogni inserimento e hanno continuato a supportare i colleghi meno esperti anche dopo il termine del periodo di affiancamento. Sulla lunga distanza hanno avvertito come schiacciante il peso di questa responsabilità. Anche oggi si profila l’arrivo di altro personale da inserire poiché il turn over non è ancora finito.

OBBIETTIVI

Facilitare la crescita del personale infermieristico in maniera uniforme e stimolante, ben oltre i limiti imposti dai tre mesi di addestramento previsti per legge, distribuendo il peso di questa crescita sulle spalle di tutti e soprattutto approfittare di questo momento per reclutare nuove forze da dedicare al tutoraggio.

MATERIALI E METODI:

  • scelta del modello di riferimento relativamente agli stadi della competenza infermieristica (modello dei 5 stadi di P. Benner)
  • individuazione di 5 ambiti (relazione col paziente cronico, gestione della FAV, gestione della seduta dialitica, prevenzione delle infezioni ospedaliere, padronanza degli aspetti tecnologici) che rendono distintiva la competenza dell’infermiere di dialisi
  • stesura di una griglia di item che incroci il modello di riferimento (principiante, principiante con esperienza minima, competente, abile, esperto) con gli ambiti distintivi
  • autovalutazione del personale tramite la compilazione di un questionario che riproduce la griglia

RISULTATI:

Su 29 questionari distribuiti ne sono stati restituiti 29: il 65.52% del personale infermieristico presta servizio in dialisi da più di cinque anni; il 34.48% da meno di cinque. Il 22.75% colloca se stesso nei primi 2 livelli di competenza del modello di riferimento e quindi ha ancora bisogno di supporto; il 48.3% si posiziona negli ultimi due. Il 29% ritiene se stesso adeguato al livello tre.

DISCUSSIONE:

la presenza di un 34.48% con meno di cinque anni di esperienza può sembrare ben compensato dal restante 65.52%; in realtà il personale che si posiziona al livello 3 nel modello della Benner è autosufficiente a se stesso; mentre il 4 e il 5 sono in grado di essere punto di riferimento per gli altri; valutando le percentuali si può vedere che i principianti rispetto agli esperti sono in rapporto di uno a due.

CONCLUSIONI

Gli anni di esperienza non sono sufficienti a valutare la capacità di assorbire nuove unità in sicurezza da  arte di una equipe infermieristica; il ricorso alla mappatura delle competenze permette di individuare la reale  possibilità che la medesima equipe ha di supportare la crescita professionale di infermieri principianti.