Stampa

2011 Nazionale Gritti

IMPLEMENTAZIONE DI UN NUOVO CIRCUITO PER L’UTILIZZO DI FILTRI PER EMODIALISI IN POLIMETILMETACRILATO (PMMA) PER LA RIMOZIONE DI CATENE LEGGERE (FLCs)
Gritti L., Ercolino D., Forteleoni L., Fabbrini P., Braganò P.*, Vigano M.R., Aronica B. Clinica Nefrologica H San Gerardo Monza, *Pero (MI)

INTRODUZIONE:

Il mieloma multiplo rappresenta una patologia ematologica frequentemente associata ad insufficienza renale acuta, tale complicanza può talora essere irreversibile ae rendere il paziente dialisi dipendente. Diversi studi hanno dimostrato che la precoce riduzione delle catene leggere circolanti plasmatiche (FLCs) correla con un più probabile recupero della funzione renale. Alcuni studi in vitro ed in vivo hanno evidenziato che con dialisi con filtri in PMMA è possibile rimuovere elevate quantità di FLCs attraverso processo di adsorbimento con una riduzione del 20-25% in un trattamento di 4 ore. L’efficacia dei filtri in PMMA è però limitata alle prime due ore di trattamento a causa della saturazione delle fibre adsorbenti pertanto la sostituzione bi-oraria del filtro permetterebbe di incrementare l’efficacia del trattamento.

SCOPO:

costruire un circuito di dialisi che permetta di ottimizzare la rimozione di FLCs con PMMA senza dover ricorrere alla sostituzione bi-oraria del circuito per dialisi.

METODI:

è stato allestito un apposito circuito dotato di due filtri in serie collegati tra loro da un raccordo ad Y in ingresso ed in uscita. Come in figura Fig1; (rappresentazione schematica del circuito per emodialisi con due filtri in serie). Il priming dei filtri avveniva normalmente per ogni singolo filtro con soluzione fisiologica eparinata. All’inizio del trattamento il sangue proveniente dalla linea venosa veniva prima indirizzato al filtro 1, mentre il filtro 2 rimaneva escluso con la chiusura della linea in ingresso ed in uscita., al termine della seconda ora di trattamento il filtro 1 veniva chiuso previo lavaggio con fisiologica e venivano aperte le clamp in entrata e in uscita del filtro 2 che veniva così utilizzato per le restanti 2 ore di trattamento. Il dialisato ttraversava
completamente il filtro 2 e da questo veniva inviato al filtro 1 tramite l’apposito by pass mostrato in figura 1. Tale circuito è stato testato in vitro ed in vivo in un paziente con prelievi ematici per testare l’adeguatezza dialitica, il consumo di albumina ed eventuali fenomeni di emolisi/anemizzazione ad inizio e fine trattamento

RISULTATI:

l’utilizzo in vivo del circuito si è dimostrato sicuro senzamodificazioni di rilievo delle pressioni di ransmembrana , venose e arteriose nel corso di tutto il trattamento. La procedura di passaggio da un filtro all’altro è risultata agevole e scevra di rischi. Gli esami ematochimici mostravano un non significativo aumento di LDH (339 U/L pre vs 371 U/L post) mentre l’albumina e i valori di Hb non subivano variazioni di rilievo (Alb da 4.1 a 4.4 g/dl, Hb da 10.2 a 11.2 g/dl).I valori di Kt/V con cambio di filtro risultavano lievemente e non significativamente maggiori rispetto alle sedute con singolo filtro (1.3 con doppio filtro vs 1.25 singolo filtro)

CONCLUSIONI:

il circuito testato permetteva di utilizzare due filtri in serie in piena sicurezza senza dover sostituire l’intero circuito e senza evidenziare segni di emolisi ne eccessivo consumo di albumina. Tale circuito permette di ottimizzare l’utilizzo di PMMA in corso di IRA da MM per la rimozione di FLCs e successivi studi in vivo dovranno confermare questa ipotesi.