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2011 Nazionale Toschi

La comunicazione e gli aspetti emotivi nella gestione del supporto psicologico in dialisi
R. Toschi, C. Bassi, T. Battistini, A. Fini, G. Morandi, D. Bertoncelli, L. Bianchi - Centri Dialisi Azienda USL di Bologna

La perdita della funzionalità renale, la minaccia della morte, il cambiamento del regime alimentare, l’allestimento della fistola artero-venosa e le preoccupazioni legate alla sua durata e funzionamento, le eventuali complicanze fisiche, la dipendenza dalla macchina e dal personale sanitario, rappresentano una fonte di disagio fisico e psicologico. I disturbi psicologici più frequenti sono: depressione, ansia, stress, disturbi del sonno, della sfera sessuale, aggressività e frustrazione, somatizzazioni. Per fornire una risposta a tali bisogni, l’AUSL di Bologna ha attivato, previa formazione di tutto il personale delle dialisi (nefrologi e infermieri) un percorso di assistenza psicologica rivolto a tutti i pazienti e alle loro famiglie. Il percorso di costruzione dell‘assistenza psicologica ha rappresentato un momento di confronto e crescita dei vari professionisti, ponendo una forte riflessione sull’agire e sulla responsabilità etica della professione sia medica che infermieristica, da cui è partita la sperimentazione del progetto. Un primo assessment dei bisogni del paziente viene svolto dal personale sanitario attraverso l’utilizzo di un’apposita scheda di rilevazione “GRIGLIA RILEVAZIONE BISOGNI PAZIENTE IN EMODIALISI” che si compone di 18 Items, su scala Likert, specificatamente pensati per la composizione di un primo profilo delle problematiche che presenta il paziente, sia da un punto di vista psicologico che di aderenza alla terapia. Una volta compilata la griglia, viene inviata all’UOC di Psicologia Clinica Ospedaliera e si attiva l’intervento psicologico che si compone di due fasi: Valutazione Psicodiagnostica (1-2 incontri) tramite colloquio e somministrazione di batteria di test: “Illness Perception Questionnaire” e “Scheda Ansia-Depressione tratta dal CBA”. In base alla valutazione il paziente può essere indirizzato verso un percorso di supporto psicologico (circa tre incontri), può intraprendere un trattamento psicologico-clinico, o se necessario, iniziare una sicoterapia. L’esito della valutazione psicologico-clinica viene inviata al Centro Dialisi di afferenza mediante una scheda predisposta ad hoc. L’iniziativa ha preso avvio nel marzo del 2010 e ha visto coinvolti tutti i centri dialisi dell’AUSL e i due centri dialisi privati di Villa Chiara (Casalecchio di Reno) e Villa Nobili (Castiglione dei Pepoli); ad oggi, i pazienti trattati sono stati circa 30 su una popolazione di pazienti di dialisi che supera di poco i 300. Peculiarità delle due fasi, rispetto al ruolo dell’infermiere: comunicazione e aspetti emotivi nella somministrazione della scheda. La griglia di rilevazione dei bisogni psicologici rappresenta un valido supporto per gli infermieri che si accingono a tracciare un primo profilo del paziente e permette di effettuare un’intervista semi-strutturata, sviluppando un atteggiamento riflessivo. Gli items previsti guidano l’infermiere nella ricerca dei bisogni del paziente e stimolano quest’ultimo ad esprimere aspetti emotivi intimi, rimanendo all’interno di un’intervista che non ha lo stesso peso comunicativo ed emotivo di una narrazione.

 

Ruolo di supporto alla diagnosi psicologica nei confronti del paziente e della famiglia

La raccolta dei bisogni psicologici instaura nei due soggetti coinvolti, paziente ed operatore sanitario, una relazione da cui non si può più prescindere e crea un’aspettativa di presa in carico da parte del paziente; a ciò consegue la necessità che l’operatore di riferimento segua il paziente in questo percorso e sia disponibile anche nei confronti dei familiari di riferimento, riconoscendosi nel ruolo di care-manager, in quanto mediatore privilegiato delle situazioni di conflitto e aggresività.