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2011 Nazionale Stocco


La Medicina Narrativa in dialisi
M. Stocco, L. Martimbianco, L. Baldo, A.R. Moretti - Palmanova, Udine

La Medicina Narrativa (MN) viene introdotta alla fine degli anni 90 in Nord America. Nasce come superamento sia della Evidence Based Medicine (EBM) sia della Medicina centrata sul paziente (Patient Centered Medicine). E’ noto il divario tra il progresso scientifico-tecnologico della medicina ed il rapporto fra operatori sanitari e pazienti, sempre più distante e conflittuale. La MN si propone di integrare la EBM (diagnosi e cura formulate a partire dai sintomi, esame obiettivo, esami di laboratorio e strumentali) e le diverse narrazioni: i racconti dei pazienti e dei loro familiari (l’esperienza soggettiva dello “star male” vissuta dalla persona e l’esperienza della “famiglia che si ammala”) ed i racconti degli operatori sanitari sugli aspetti della salute e della malattia nelle loro rappresentazioni sia tecniche che emotive. La MN aiuta gli operatori sanitari ed i pazienti nella gestione della sofferenza e nell’efficacia dell’intervento sulla malattia, riducendo nel frattempo l’eventuale stato di conflitto. Gli scopi della MN pertanto possono essere così riassunti:

  • rendere più umana la medicina e migliorare la qualità della cura
  • migliorare la qualità delle relazioni fra i pazienti e gli operatori sanitari 
  • far diventare i pazienti partecipi e corresponsabili della gestione della loro salute
  • rendere gli operatori sanitari più consapevoli nel prendersi cura delle persone (non solo curare)

La MN è un approccio che aiuta a comprendere meglio il senso di salute, malattia e sofferenza e per questo scopo utilizza anche le “narrazioni”  letterarie, artistiche, cinematografiche ecc. (Medical Humanities). Per attuare la MN, oltre alla scrittura e alla parola, si possono utilizzare tecniche alternative: i disegni, le fotografie, ma non solo … i silenzi, i gesti ci narrano qualcosa sulla persona che abbiamo di fronte. Per l’acquisizione degli strumenti idonei ed il miglioramento delle abilità comunicative, è necessario un percorso di formazione specifico. Nel 2009 l’Azienda per i Servizi Sanitari “Bassa Friulana” ha avviato a questo scopo un progetto triennale ed ha organizzato un convegno, al quale hanno partecipato oltre 150 operatori di tutte le professioni sanitarie, per offrire una rappresentazione teorica dell’argomento. Al personale della Dialisi è stato dedicato un percorso di formazione avanzata sulla MN, principalmente per la peculiare dimensione longitudinale della relazione terapeutica con il paziente dializzato che offre, sia all’operatore sanitario che al paziente, grandi opportunità di sviluppare e rispondere a narrazioni complesse in incontri relativamente brevi ma protratti nel tempo. E’ stata avviata una serie di attività formative in piccoli gruppi, a forte interazione docente-discente e con il coinvolgimento di pazienti e familiari per giungere a un efficace scambio bidirezionale di “narrazioni”. Il gradimento è stato elevato per tutte le figure coinvolte (operatori, pazienti e familiari); l’analisi di un questionario dedicato ha evidenziato, tra il personale della Dialisi, la soddisfazione derivante dall’utilizzo pratico degli spunti ricevuti e il desiderio di continuare nella graduale e progressiva applicazione delle competenze apprese nell’attività quotidiana. Il percorso sta proseguendo su più fronti che comprendono:

  • l’organizzazione di periodici incontri formativi per lo sviluppo di tecniche specifiche e per lo scambio di esperienze
  • il supporto di esperti sia in fase formativa che operativa
  • l’apertura di atelier di scrittura e lettura
  • l’inserimento della medicina narrativa nella cartella medica e nella scheda infermieristica nell’intento di migliorare il processo diagnostico e terapeutico giungendo ad una “co-costruzione” di una “buona storia” di malattia.