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Rossitto 2016

RUOLO DELLA NUTRIZIONE PARENTERALE INTRADIALITICA (IDPN) E SUE IMPLICAZIONI CLINICHE: LA NOSTRA ESPERIENZA
Rossitto G1, Vittorio A2, Floridia S,2 Gianni G2, Denaro G2,Veneziano D2, Marraro L2, Maggio C2, Bongiovanni N1, Zappulla C1, Vita A1, Sessa C2, Reina A1, Di Franco S2, De Luca M2, Corsaro L2, Gulino D1, Bascetta D1, Gianni S2.
1 Ambulatorio di Emodialisi Floridiano
2  Servizio Nefrodialitico Tike

Abstract

Il problema della malnutrizione in dialisi rappresenta un fenomeno clinico di primaria importanza, predittivo di morbilità e mortalità. La patogenesi della malnutrizione negli emodializzati è multifattoriale (1) e riconducibile all’inadeguata assunzione di calorie e proteine ed alla perdita di nutrienti durante il trattamento in pazienti già “fragili” (2). In tale contesto, risulta fondamentale il ruolo dell’ “infermiere di continuità”, che intercetta per primo i segnali dello squilibrio tra fabbisogno/introito e gli scompensi iniziali dell’organismo del paziente. Alla luce di tale consapevolezza, tra i pazienti emodializzati afferenti a due ambulatori, sono stati arruolati 10 soggetti a rischio di malnutrizione di età compresa tra 65 ed 85 anni, caratterizzati da linfopenia, creatininemia <8 mg/dl, albuminemia <3 g/dl, BMI <18 e che presentavano – all’anamnesi alimentare – un introito giornaliero <20kcal/kg corporeo. Abbiamo, dunque, trattato il campione per 12 sedute con soluzione per IDPN composta da emulsione lipidica e soluzioni di glucosio ed amminoacidi, impostando come durata del trattamento 240 minuti, velocità di infusione 150 ml/min (raggiunta gradualmente) e conteggiando il volume di infusione (625 ml) nel calo peso totale. Al termine del periodo di trattamento, alla rivalutazione si è dimostrato l’incremento statisticamente significativo (P<0.05, Analisi della Varianza) del peso, del BMI e dei parametri biochimici (creatininemia, linfociti, albumina). Anche la valutazione dello stato di benessere, ottenuta prima e dopo il trattamento somministrando un questionario, ha dimostrato un significativo miglioramento soggettivo. Sulla base delle nostre osservazioni, la IDPN sembra migliorare i parametri nutrizionali, risultando utile quando le altre strategie nutrizionali non sono disponibili, pur suggerendo poco sulla sopravvivenza (2).

BIBLIOGRAFIA

  1. Bossola M, Muscaritoli M, Tazza L, et al. Malnutrition in hemodialysis patients: what therapy? Am J Kidney Dis 2005; 371-86., 46:.
  2. Bossola M, Tazza L, Vulpio C et al.. La Malnutrizione nel paziente in Emodialisi Cronica: prevalenza, patogenesi, terapia Giornale Italiano di Nefrologia; anno 26 n. 2, 2009 / pp. 201-214.

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