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Narcisi 2016

VALUTAZIONE DELL’EMPATIA NEGLI OPERATORI SANITARI DELLA U. O. C.  DI NEFROLOGIA E DIALISI DELLA AREA VASTA 5
DI ASCOLI PICENO E SAN BENEDETTO DEL TRONTO.
Daniela Narcisi, Silvio Norcini, Luciana Rossi, Claudio Squarcia, Adelmo Tancredi
Area Vasta 5 Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto U. O. C.  di Nefrologia e Dialisi

Introduzione:

L’empatia  è un complesso concetto multidimensionale  che consta di componenti  cognitive, emotive  e comportamentali. L’empatia non si traduce  nel provare lo stesso dolore, la stessa gioia, non consiste nel sapere  cosa sente l’altro; empatia  vuol dire  allargare la propria esperienza, renderla capace di accogliere il dolore, la gioia altrui, mantenendo la distinzione  tra me e l’altro; empatia è ”rendersi conto“ (1). L’acquisizione   di questa abilità comunicativa  risulta essenziale  per lo sviluppo della  relazione terapeutica. (2). La  capacità empatica degli operatori  sanitari   rappresenta pertanto  un importante fattore  per il miglioramento  della qualità assistenziale  (3), e offre ai professionisti della sanità la capacità di migliorare la salute dei pazienti in quanto la qualità del rapporto con il paziente stesso  può influenzare il decorso e l’esito della malattia (4). In particolare, le  malattie  croniche come l’uremia   hanno un impatto profondo sulla vita delle persone, che devono riorganizzare radicalmente le proprie abitudini, le relazioni, l’attività lavorativa. Il personale sanitario  che opera con i pazienti uremici,  ha il compito di accompagnare pazienti e familiari per molti anni, aiutandoli a mantenere   sia un buono stato di salute  sia la miglior qualità di vita possibile. E’ importante pertanto  poter misurare  la capacità empatica e potenziare le strategie per attivarla e mantenerne un livello appropriato (5). L’obiettivo di questo lavoro è quello  di  valutare la tendenza empatica  negli  operatori  sanitari dell0 U.O.C. di Nefrologia e Dialisi   dell’Area Vasta  5.

Materiali e Metodi

Nel nostro studio osservazionale  la tendenza empatica è stata valutata mediante la  Balanced Emotional Empathy  Scale  (BEES)  di A.   Meharabian   nella versione validata in italiano da  Meneghini et al.,2006  (6).  La scala consta di 30 affermazioni  che  valutano   la responsività di un soggetto  alle espressioni emozionali  degli altri  ed è  quindi in grado  di misurare in modo specifico  la condivisione affettiva.  La BEES inoltre  è  composta da  affermazioni con  valenza  positiva e negativa  in ugual numero, in modo da scoraggiare   risposte acquiescenti  o socialmente desiderabili   (7). I soggetti esaminati su base volontaria, hanno espresso il loro grado  di accordo  per ogni affermazione  mediante una scala Likert a  7 punti  (tabella 1), dove il valore “0“  corrisponde  a “totale disaccordo“ ed il valore  “6”  a “ totale accordo”. 

0=

Completamente in disaccordo

1=

Molto in disaccordo

2=

Abbastanza in disaccordo

3=

Né d’accordo né in disaccordo

4=

Abbastanza d’accordo

5=

Molto d’accordo

6=

Completamente d’accordo

Oltre alle  risposte  sono stati raccolti  solo 2 dati  socio-anagrafici: Sesso   e  Fascia di età, nel rispetto delle norme sulla privacy.  Per il calcolo dei punteggi   è stata utilizzata la  griglia di correzione  del questionario autoscoring  (6). Il punteggio  totale BEES  è  stato ottenuto   calcolando la differenza  tra i punteggi  degli item formulati in senso positivo  (item  il cui contenuto  denota un tratto di empatia) ed i punteggi   degli item   formulati in senso negativo  (item il cui contenuto  denota un comportamento non empatico):

PUNTEGGIO  TOTALE BEES = (Sp) – (Sn)

Il punteggio  totale BEES è stato  successivamente scomposto  in 5 differenti punteggi   corrispondenti   a   5 facet o aspetti  (tabella 2).  Il punteggio  di ogni facet corrisponde  alla somma delle risposte fornite  dal soggetto  agli item relativi  a ciascun facet. I punteggi  ai facet 1-5 procedono  secondo una direzione contraria   rispetto al costrutto di empatia emozionale, ossia più è alto il punteggio, più è bassa l’empatia emozionale; i punteggi ai facet   2-3-4   procedono nella stessa direzione, ossia più è alto il punteggio  più è alta l’empatia emozionale  (6).

FACET 1

Impermeabilità al contagio da  stati emotivi interni,
ovvero una generale difficoltà ad empatizzare

FACET 2

Suscettibilità al contagio da stati emotivi interni,
ovvero partecipazione nei confronti  di chi soffre o è in condizioni di forte disagio

FACET 3

Responsività emotiva  diffusa,
ovvero la tendenza a rispondere emotivamente oltre che a situazioni sociali anche a   situazioni di fantasia

FACET 4

Suscettibilità al contagio da situazioni/stimolo con  contatto del soggetto,
ovvero   tendenza ad empatizzare in presenza dell’altro  

FACET 5

Tendenza a non farsi coinvolgere da condizioni di soggetti fragili,
ovvero difficoltà a farsi coinvolgere nei vissuti di soggetti fragili  come anziani e bambini.

Risultati:

Il  campione studiato  consta di 60  soggetti  (49   femmine e 11 maschi) di cui  23  soggetti (sia  M che F)  di età compresa tra  25 e 45 anni e 37 soggetti (sia M che F) di età compresa tra  46  e 65 anni (grafico 1-2).

 

 

La tendenza epatica è stata valutata  come  media  dei punteggi  ottenuti  tra  Totale campione,    tra Femmine e Maschi e tra Fascia di età  compresa tra 25-45 anni e tra 46-65 anni  (grafico 3).

 

 

  

I 5 facet  sono stati valutati   nel campione totale (n° 60 soggetti),  su Maschi  (n° 11soggetti) su femmine (n° 49 soggetti), su fascia di età  25/45 (n° 23 soggetti)  su fascia di età 46/65  (n° 37 soggetti).  (grafico 4). 

Nonostante i suoi limiti di dimensione campionaria   e la discrepanza numerica  tra genere  e fasce di età, il  nostro studio osservazionale  ha evidenziato  un  buon punteggio di tendenza empatica media   sul campione totale  esaminato,  che è risultato  pari a   29,02. Abbiamo inoltre  rilevato  un maggiore  punteggio di tendenza empatica    nella popolazione di sesso femminile   (M  25,45--F 29,82)   e  negli  operatori, sia maschi che femmine,   di fascia di età superiore (M.F. 25/45 = 23) (M. F. 46/65 = 37). Tali dati sono  sovrapponibili alle medie  nazionali (tabella 3). Anche nella valutazione dei risultati per facet, viene rilevata  una  concordanza con i dati nazionali per tutti e 5 gli aspetti .  Mettiamo comunque in evidenza  come (*) il dato  meno negativo nel facet  1,   riguardante il campione  di età  25/45  (23 soggetti), possa indicare  una maggiore difficoltà a farsi  coinvolgere da stati emotivi   degli altri, ossia una maggiore freddezza e distanza    e come  (*) il dato positivo nel facet 3 riguardante  il campione  di sesso maschile  (11 soggetti) possa indicare una maggiore  la tendenza  ad evitare situazioni commoventi, malinconiche o potenzialmente  in grado di indurre  uno stato emotivo  spiacevole.

 

Conclusioni:

Sebbene   lo studio  osservazionale   si sia svolto su un campione relativamente esiguo, ci ha permesso  di valutare  la nostra  abilità empatica nella relazione professionale con il paziente uremico,  consentendoci  di  individuare  eventuali  aree di carenza relazionale  e quindi   promuovere  corsi di potenziamento,  o aree  di fatica da compassione, derivanti sia da  personali caratteristiche e sensibilità,  sia  dall’eccessiva e continuativa esposizione emozionale compassionevole.  Lo scopo ultimo  sarà  quello  di  organizzare, come prosecuzione, gruppi di discussione   ed interventi  formativi  tra operatori, con la guida di un esperto di dinamiche relazionali, con l’obiettivo di  migliorare  la gestione di  situazioni  relazionali  complesse. Ci riproponiamo inoltre  di ampliare i dati  dello studio, coinvolgendo  altre U.O.C. di Nefrologia  e Dialisi,in modo  da  confrontare/sovrapporre i dati con altre realtà a livello nazionale. 

Bibliografia:

  1. Boella L.: Sentire l’altro.. (2006). Milano: Raffaello Cortina Editore
  2. Mercer S.W., Reynolds W.J.:Empathy and quality of care. Br J Gen Pract. 2002 Oct; 52(Suppl): S9–12
  3. Neumann, M., Bensing, J., Mercer, S., Ernstmann, N., Ommen, O., Pfaff, H. Analyzing the 'nature' and 'specific effectiveness' of clinical empathy: a theoretical overview and contribution towards a theory-based research agenda. Patient Education and Counseling: 2009, 74(3), 339-346
  4. Cunico L,Sartori R,Marognolli O,et al.(2012 Developing empathy in nursing students:a cohort longitudinal study,ClinNurs 21(13-14),2016-2025
  5. Bidone, Sara; Beneventi, Marta; Larghero, Enrico; DiPietrantonj, Carlo:  La tendenza empatica negli studenti del corso di laurea in infermieristica: risultati di uno studio osservazionale,L'Infermiere;2014, Vol. 51 Issue 1, peg
  6. A.Meharabian:BEES  Adattamento italiano  a cura di  A.M.Meneghini,R.Sartori, L.Cunico, GIUNTI  O.S.
  7. Bosco A. (2003). Come si costruisce un questionario. Roma. Carocci.

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