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Congresso 2012 Rossi

Farmaci biologici e nuove  terapie geniche e ricombinanti.
Loro utilizzo nell’area Nefrologica
Francesco Rossi - Infermiere DS Professional in Nefrologia e Dialisi  AOUC Firenze

Descrizione di alcuni farmaci biologici

Anticorpi monoclonali (mAbs):
sono sostanze biologiche in grado di distruggere alcuni tipi di cellule o sostanze circolanti. La loro funzione è quella di riconoscere determinate proteine. Quando l’anticorpo monoclonale riconosce la  proteina, vi si aggancia, determinando la lisi della cellula o il blocco della sostanza.

Bortezomib:
Il BORTEZOMIB comunemente noto con il nome commerciale di Velcade®, è un inibitore del Proteasoma. Il Proteasoma è un complesso multiproteico che ha il compito di degradare polipeptidi all'interno della cellula, vale a dire  un gruppo di enzimi presenti in tutte le cellule del nostro organismo di cui controllano la funzione e la crescita. Il sistema enzimatico si trova nel citoplasma delle cellule  ed ha la funzione di eliminare le proteine anomale/danneggiate  che si producono  durante la vita cellulare. E’ il sistema di controllo qualità della sintesi proteica intracellulare. Ogni proteina anomala prodotta, viene rapidamente eliminata da questo sistema e non secreta. Il BORTEZOMIB viene  utilizzato nel Mieloma e nell’ Amiloidosi per controllare /ridurre l’attività delle plasmacellule coinvolte ovvero per ridurre la produzione di Immunoglobuline e Catene Leggere Monoclonali.

Gestione della terapia con Bortezomib

  • Il Dosaggio standard va da 1.0 a 1,3 mg/m2 e dipende dalla presenza o meno di danno cardiaco o danno polmonare (si usa la dose ridotta).  In casi particolari, età avanzata e cardiopatia importante si può ridurre fino a 0,7 mg/m2.
  • Da somministrare: DUE  volte la settimana per due settimane (nei giorni 1, 4, 8, e 11), seguita da un periodo di sospensione del trattamento di 10 giorni (giorni 12-21). Questo periodo di 3 settimane viene considerato un ciclo di trattamento.
  • Fra la somministrazione di due dosi consecutive di BORTEZOMIB devono trascorrere almeno 72 ore

La somministrazione è effettuata dall’infermiere secondo il seguente schema

  • 1 fiala di ZOFRAN (ONDANSETRONE CLORIDRATO) diluita in un flacone di Cloruro di Sodio da 9 mg/ml (0,9% )  da 50ml da infondere in quindici minuti
  • il  flacone di Cloruro di Sodio da 9 mg/ml (0,9% )  con il   BORTEZOMIB dosaggio secondo prescrizione medica, diluito dagli operatori dell’ UFA da infondere velocemente
  • il  flacone di di Cloruro di Sodio da 9 mg/ml (0,9% )  da 50mlda infondere velocemente  

Rituximab

  • è definito anticorpo chimerico ottenuto con tecniche di ingegneria genetica in quanto è costituito da una parte  di origine umana ed una parte (quella che si lega al CD20) di origine murina, molto simile per struttura agli anticorpi che il nostro sistema immunitario produce normalmente per contrastare le infezioni
  • ha come bersaglio l’antigene CD20 una proteina che si ritrova solo sulla superficie dei linfociti B.
  • nasce e trova la sua principale applicazione nel trattamento dei tumori del sistema linfatico (linfomi) che originano dai linfociti B. Inoltre i linfociti B sono responsabili della produzione di anticorpi, la loro distruzione determina la modifica del sistema immunitario. La peculiarità di questo agente rispetto ai tradizionali chemioterapici è quella di avere un’azione molto più selettiva e mirata
  • agisce legandosi ai linfociti B provocandone la loro distruzione in modo molto simile a quello che succede quando i nostri anticorpi  interagiscono con batteri o virus
  • agisce attaccando sia i linfociti B maligni sia quelli normali, tuttavia   l’organismo è in grado di sostituire rapidamente eventuali globuli bianchi normali danneggiati, riducendo in tal modo sensibilmente il rischio di effetti collaterali

Gestione della terapia con Rituximab

L’Incidenza delle reazioni avverse diminuisce nel corso delle infusioni successive. Reazioni di tipo anafilattico e altre reazioni di ipersensibilità. Segni e sintomi osservati soprattutto durante la 1° Infusione, di solito entro le prime 2 ore dall’inizio della somministrazione:

  • febbre,  brividi, rigidità, sensazione di calore,
  • angioedema,  nausea, orticaria/rush cutanei,
  • affaticamento, cefalea, irritazione della gola,
  • rinite, vomito, ipotensione, broncospasmo,

Campo di applicazione

  • GNLM  ( glomerulonefrite a lesioni minime)
  • GSSF  ( glomerulosclerosi segmentaria e focale )
  • GNMI  ( glomerulonefrite membranosa idiopatica )
  • Nefrite Lupica
  • Vasculiti sistemiche
  • PTT ( porpora trombotica trombocitopenica ) associata alla presenza di inibitori di  ADAMTS 13 come terapia immunosoppressiva

Gestione della terapia con Rituximab

  • 2 ore prima dell’ infusione di RITUXIMAB una colazione leggera con tè e fette biscottate per evitare ipoglicemie durante la somministrazione
  • L’accesso vascolare per l’infusione che deve avvenire tramite ago cannula o CVC
  • Il controllo e la valutazione dell’assunzione della terapia ipotensiva con possibile necessità di variazione del dosaggio prima dell’inizio dell’infusione del Rituximab
  • Il controllo PA e FC prima dell’inizio dell’infusione
  • Il monitor per ECG DURANTE LE PRIME DUE SOMMINISTRAZIONI

ECULIZIMAB

  • è un anticorpo monoclonale umanizzato (mAb) che agisce contro il sistema del complemento sulla frazione proteica C5.
  • l'anticorpo blocca la scissione del frammento C5   interrompendo il processo di distruzione cellulare complemento mediato
  • mostra di essere efficace nel trattamento dellaemoglobinuria parossistica e  nella sindrome emolitico-uremica atipica  (SEU atipica o aHUS)
  • Appartiene alla categoria farmaceutica degli immunosoppressivi

Gestione della terapia con eculizimab

  • la sicurezza della persona, giusta dose-giusta persona
  • la sicurezza dell’ambiente dove viene somministrato il farmaco
  • la sicurezza dell’infermiere che somministra il farmaco
  • il corretto approvvigionamento del farmaco
  • la corretta somministrazione del farmaco
  • la rilevazione precoce delle complicanze

REAZIONI AVVERSE

  • Rash
  • Orticaria
  • Cefalea
  • Prurito
  • Disfagia di grado da lieve a moderata
  •  

Posologia e tempo di somministrazione   ECULIZUMAB

Dosaggio ECULIZUMAB

Flaconcino  di  ECULIZUMAB  contiene  300 mg  di  principio  attivo  in  30 ml  di  soluzione di prodotto.

DOSE VOLUME DILUENTE VOLUME TOTALE
600 mg 60 ml (2fiale) 60 ml 120 ml
900 mg 90 ml (3 fiale) 90 ml 180 ml
1200 mg 120 ml  (4 fiale) 120 ml 240 ml

Conclusioni

  • Trattamento con Eculizimab 2 pts nefrologici con HUS atipica, sospensione della HD
  • Trattamento con eculizimab 1pts  con HUS post Trapianto renale

L’utilizzo di questi nuovi farmaci a portato secondo la nostra esperienza a prevenire o ritardare l’ingresso dei pts in Dialisi e alla ridotta incidenza di perdita del rene trapiantato. Il riconoscimento precoce di queste malattie renali “rare” offre la possibilità di utilizzare nuovi approcci e protocolli terapeutici che alcuni sono ancora in fase di sperimentazione.

 

Terapia  mAbs  in NefrologiaMarasa, M. & Koop, J, B, Nat. Nephrol. 5,337-348 (2009); doi: 10.1038/nrneph. 2009.70

 

Terapia  mAbs  Tx Renale

L Hilbrands Immunoterapy (2011)