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Conresso 2013 Elia

Luna, la cartella educativa: uno strumento infermieristico per promuovere e facilitare l’Educazione Terapeutica al Paziente in  emodialisi cronica
Cinzia Elia - U.O. Emodialisi Azienda- S.Orsola-Malpighi, Bologna - Direttore A.Santoro

INTRODUZIONE

L’insufficienza renale è una condizione cronica che può essere controllata e stabilizzata con la partecipazione attiva e la responsabilizzazione della persona assistita e della famiglia al processo di cura. In particolare, per la presa in carico e la gestione efficace di una persona in emodialisi, non è più sufficiente limitarsi all’esecuzione del trattamento, alla corretta interpretazione di segni e sintomi, alla somministrazione di farmaci o altri rimedi, ma bisogna accompagnare nel tempo le persone attraverso interventi educativi e strumenti infermieristici strutturati.

OBIETTIVI

Realizzare un programma di Educazione Terapeutica al Paziente e alla Famiglia attraverso interventi mirati e uno strumento strutturato. Far acquisire alle persone in emodialisi le competenze necessaria per gestire alcuni aspetti della propria condizione: l’accesso vascolare, la dieta, la terapia. Elaborare uno strumento idoneo.

METODOLOGIA

È stato individuato un programma che viene svolto in dodici settimane al termine del quale la persona dovrà padroneggiare10 obiettivi educativi. L’Infermiere Case Manager organizza il primo colloquio di presentazione del programma  con l’assistito ed i suoi familiari accertando i bisogni educativi e  negoziando gli obiettivi e la sequenza con cui raggiungerli. È un vero e proprio patto formativo in cui vengono presentati gli obiettivi, spiegati i contenuti del materiale informativo, definita la modalità di valutazione dell'apprendimento e i tempi previsti. La metodologia utilizzata è quella dell’apprendimento per gli adulti. Lo strumento che viene utilizzato si chiamo Luna ed è così costituito:

  • Accertamento educativo, permette all’infermiere che lo compila di definire una diagnosi educativa.
  • Contratto educativo, che definisce quali sono gli obiettivi di apprendimento che il paziente VUOLE raggiungere nella gestione della sua patologia.
  • Tabella educativa che schematizza la pianificazione e la valutazione  educativa. Essa esplicita i metodi e gli strumenti utilizzati per promuovere l’apprendimento da parte del paziente rispettando la tipologia dell’obiettivo.
  • Questionario di gradimento tramite il quale il  paziente può esprimere un suo giudizio nei confronti dell’intero processo educativo.

RISULTATI:

Nell’anno 2012/2013 le persone inserite nel percorso educativo hanno dimostrato di comprendere le informazioni ricevute e hanno superato le prove di valutazione brillantemente. Anche i loro care-giver sono stati addestrati in maniera corretta padroneggiando obiettivi gestuali che venivano messi in pratica al loro domicilio.

CONCLUSIONI:

L’applicazione di un processo educativo strutturato porterà notevoli cambiamenti nell’unità operativa. I soggetti coinvolti in questo rinnovamento sono: gli assistiti, il gruppo infermieristico e l’organizzazione del lavoro.  L’utilizzo della cartella educativa prevede una forte spinta motivazionale ed impegno da parte dei professionisti della salute. Il percorso educazionale inizialmente, quindi deve prevedere un coinvolgimento e una disponibilità enorme da parte dei professionisti a conoscere le fasi psicologiche affrontate dal paziente che inizia la dialisi, disponibilità a unificare l’approccio educativo e condividere gli strumenti utili per l'inserimento del nuovo paziente in dialisi. Un programma strutturato è fondamentale per la qualità di vita degli assistiti. E’ diminuita loro, l’ansia e l’agitazione rispetto ad argomenti e comportamenti ritenuti di difficile gestione prima del piano educativo. Sono aumentate la motivazione, le conoscenze, le competenze, il senso critico e l’autonomia decisionale.

Bibliografia

  1. Kanizsa 1999 L’ascolto del malato
  2. Zannini 2001 Medical humanities e medicina narrativa. Nuove prospettive nella formazione dei professionisti della cura
  3. Evans 1985 RW, Manninen DL, Garrison JP Jr, et al.. The quality of life of patients with end-stage renal disease
  4. Knowles 1980 Teorie dell'apprendimento in Psicologia educativa
  5. Chiari P. Santullo A. 2010 L’infermiere case manager dalla teoria alla prassi
  6. Valentini O. l’educazione del  paziente e della famiglia ed il ruolo del case manager
  7. R. Marcolongo E. Rossato Educazione Terapeutica del malato e della sua famiglia
  8. Rapporto di un Gruppo di Lavoro OMS 1998: Educazione Terapeutica al paziente: Programmi di formazione continua per operatori sanitari nel campo della prevenzione delle patologie croniche

ARTICOLI

  1. Paris V. 2008 Il ruolo dell’educazione terapeutica nell’adattamento e qualità della vita del paziente nefropatico oggi . Giornale Italiano di  Nefrologia /anno 25 N.3, / pp 364-368
  2. Ballerini L, Paris V. 2006 When the learner is a patient with chronic renal failure.
  3. International Society of Nephology 70, s122-s126 Nosogogy
  4. Donna L. Morton De Souza 2004 Practical strategies for enhancing patient education in hemodialysis clinics Journal of Renal Nutrition, Vol 14 N.4  pp253-262
  5. Korniewicz DM, O'Brien MEAmerican agosto 1984 Evaluation of an educational program for dialysis patients  Dietetic Association, V. 84, n. 8