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Congresso 2013 Gremo


LA PERSONA ASSISTITA, RISORSA NELLA GESTIONE DEL CVC PER EMODIALISI
Gremo SimonaCPSI, Aruta AnnamariaCPSI, Balocco Maria Elisabetta CPSE, Miniscalco Tiziana CPSE
Emodialisi, Ospedale San Giovanni Bosco Largo del Donatore di Sangue n 3, 10154 Torino

I cateteri a permanenza costituiscono oggi una valida scelta pur non priva di rischi all’impossibilità di confezionare una fistola artero venosa. Negli ultimi anni si è registrato un costante aumento del numero di cateteri venosi centrali (cvc) nel mondo, infatti, gli ultimi risultati dello studio dopps (2011) indicano che nel nostro paese la prevalenza degli utenti portatori di CVC costituisce il 23.8 %. La popolazione dialitica nel nostro centro portatrice di cvc costituisce il 34,2%, giustificata principalmente per l’aumento dell’età’e delle comorbidità dei pazienti in dialisi. In termini di gestione infermieristica, tale percentuale ha portato a modificare l’organizzazione del lavoro, per far fronte alle complesse manovre di prevenzione delle complicanze infettive e trombotiche che metterebbero a rischio la sopravvivenza dell’accesso vascolare e del paziente e nello stesso tempo hanno aperto la strada a nuove sfide educative per la gestione ospedaliera e domiciliare del cvc. E’ stata creata un’èquipe di esperti all’interno dell’unità operativa che adegui le linee guida ai processi di lavoro, attraverso la formazione continua del personale. Sono stati elaborati e divulgati nuovi protocolli di gestione. E’ stato istituito un monitoraggio continuo delle procedure. Inoltre sono stati creati appositi set per:

  • attacco-stacco,
  • medicazione,
  • doccia.

Dal posizionamento del cvc alla gestione delle sedute dialitiche l’utente e il care-giver sono supportati da personale qualificato con il compito di addestrarli e aggiornarli. Il primo set di attacco stacco in uso nel nostro centro dialisi, è stato creato nel 1993. All’inizio la preparazione del campo sterile e il relativo attacco della persona assistita necessitava l’utilizzo di due risorse infermieristiche, solo nel 2005 siamo passati all’uso di un solo operatore per eseguire l’intera procedura. Le linee guida QDOQI del 2006 imponevano una revisione del set di attacco e stacco determinando la modifica di alcune procedure e la creazione di un set sterile per la medicazione con tecnica no-touch da utilizzare in un momento di bassa attività assistenziale (allegato 1). Inoltre per soddisfare le esigenze delle persone assistite con l’aiuto e il suggerimento di un nostro utente, in ritorno da un viaggio a Lourdes, abbiamo provato a creare un set contenente tutto il materiale necessario per eseguire la doccia con e la medicazione a domicilio attenendosi a determinate regole atte a impedire l’insorgenza d’infezioni. Oggi in base ai prodotti disponibili, sono state ideate tre metodiche di esecuzione per della doccia, cercando di adattarle alle esigenze e alle caratteristiche di ognuno dei nostri utenti (allegato 2). I cambiamenti che abbiamo apportato al set di attacco\stacco e l’introduzione di nuovi ausili, si sono dimostrati efficaci. In prima considerazione possiamo affermare che abbiamo avuto una riduzione dei tempi di attacco e stacco, poiché il set preconfezionato migliora l’agire dell’infermiere che può essere autonomo, pur mantenendo il campo sterile. Inoltre il materiale all’interno del set è posto nella giusta sequenza corrispondente alle manovre che devono essere eseguite da protocollo, di conseguenza diminuiscono i rischi della procedura. L’efficacia dei protocolli di gestione è stata verificata con il tasso di batteriemie annue, come si vede dal grafico dal  2000 al 2012, le batteriemie sono state conformi alle medie nazionali, l’applicazione di tutte le misure possibili per la prevenzione delle infezioni e i nuovi protocolli e ausili ha dato risultati indubitabilmente buoni nello stesso 2011 che poche casistiche riportano e soprattutto costanti nel tempo anche a fronte di grandi cambiamenti strutturali, e di personale.(allegato 3) I cambiamenti effettuati hanno delineato a una maggior autonomia dell’infermiere nella prevenzione delle complicanze del cvc per emodialisi e una maggiore autonomia e sicurezza del paziente nella gestione domiciliare del cvc. In conclusione possiamo affermare che la creazione di appositi set, la stesura di protocolli operativi e la partecipazione attiva della persona assistita hanno consentito di lavorare in sicurezza e di ottimizzare costi e risorse in ospedale e a domicilio.

BIBIOGRAFIA

  1. NKF K/DOQI. Guidelines and clinical practice recommendations. Consideration for accessing Catheters and cleansing catheter exit Sites 2006.
  2. Dossier InFad – anno 2, n. 29, dicembre 2007
  3. Giudlines for the prevencion of intravascolar catheter –related infections ,2011KEY QUESTIONS FOR PREVENTION OF INTRAVASCULAR CATHETER­RELATED INFECTIONS
  4. A Review from the UPHS Center for Evidence-based Practice March 2010 Authors: Ingi Lee, MD, MSCE and Craig A. Umscheid, MD, MSCE Keywords: Catheters, catheter-associated infections, bloodstream infections
  5. DOPPS 4 Italy:Vascular access in use at study entry,by cross-section