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Congresso 2012 Cangini

Individuazione degli indici motivazionali alla scelta della metodica dialitica; una ricerca pilota
G. Cangini., M.P. Zito., M.P. Fiorito., C. Raimondi.
Azienda Ospedaliera Policlinico Universitario S. Orsola-Malpighi, Nefrologia, Dialisi e Trapianto, Bologna

Introduzione:

La scelta dialitica di una terapia salvavita, che consente al paziente la propria sopravvivenza ma anche quella della sua malattia, coinvolge sia l’istinto di sopravvivenza, da un lato, sia la necessita di gestire liberamente la propria giornata dall’altro. In questo caso, tali necessita non possono trovare entrambe le loro naturali espressioni, pertanto deve intervenire la capacità di adattamento propria dell’uomo per affrontare nuove e difficili situazioni. Il presente lavoro si propone di produrre una procedura valutativa per individuare uno strumento sensibile utile ad indirizzare il personale sanitario sull’attitudine e motivazione del paziente rispetto alla scelta dialitica. Questo studio pilota e rivolto ai soggetti in CKD (insufficienza renale cronica), che non presentano controindicazioni che impongano la scelta dialitica e dove l’equipe assistenziale rimanda tale decisione al paziente.

Metodologia:

Somministrazione di un questionario a un campione di 30 persone che avevano scelto il tipo di metodica dialitica. Colloqui informativi coordinati dall’infermiere e dal nefrologo, atti a spiegare le differenti metodiche dialitiche. Somministrazione di test psico-attitudinali consegnati da un psicologo, atti ad indagare le caratteristiche socio-familiari, lo stato depressivo (S.T.A.Y. forma Y 1-2), lo stato ansioso (B.D.I.) ed il locus of control (scala controllo interno-esterno di Rotter, validazione italiana a cura di G. Nigro). Criteri d’inclusione: Eta tra i 45 e 55 anni; Buona compliance alle terapie; Idoneità al trapianto; Non comorbidita associata; Anamnesi psicologica negativa. Il campione e formato da: 13 soggetti in dialisi peritoneale (gruppo E); 17 emodializzati (gruppo P).

Risultati:

I dati della batteria di test sono stati elaborati in forma comparativa tra i due gruppi S.T.A.I; il gruppo “E” risulta maggiormente compromesso (p<0.01) rispetto al gruppo “P”; nelle scale ansia stato-tratto; B.D.I. ha evidenziato una differenza statisticamente significativa (p<0.001); gli indici depressivi del gruppo “E” sono maggiori rispetto al gruppo “P”; Rotter scale; il gruppo “P” dimostra un maggiore controllo interno rispetto al gruppo “E” (p<0.001.).

Conclusioni:

In conclusione appare chiaro come a bassi indici di ansia e depressione corrisponda un alto indice di questi soggetti a sentirsi adeguati nella gestione di una metodica cosi complessa come l’autonomia della dialisi peritoneale. Risulta quindi necessario, a nostro parere, consolidare la prassi sperimentale al fine di avere un percorso standardizzato delle principali variabili che possono influenzare la scelta della metodica dialitica e la qualità della compliance terapeutica da parte di questi soggetti in attesa di trapianto. In considerazione dei risultati e nostra intenzione standardizzare tale prassi come screening di orientamento alla scelta della metodica dialitica.

Bibliografia:

  1. Unruh M. et.al.(2004) Racial differences in healt-related quality of life among hemodilisis patient