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Congresso 2013 Fioretti

Protocollo di gestione del catetere venoso centrale per emodialisi risultati a 7 anni di un singolo centro
A.R. Fioretti, P. Freddi, L. Bibiano, A.M. Ricciatti, M. D’Arezzo
U.O. Nefrologia, Dialisi e Trapianto  Dir. G.M. Frascà Ospedali Riuniti Ancona

PREMESSA

Il CVC a tutt’oggi rappresenta il 5-20% degli accessi vascolari per emodialisi in Europa, esso si associa ad una aumentata  mortalità e morbilità in dialisi per le infezioni correlate.

MATERIALI E METODO

Riportiamo i risultati relativi all’applicazione del nostro protocollo di medicazione del C.V.C. per emodialisi (in uso dal 2005), redatto tenendo conto di: C.D.C. di Atlanta 2002/2011, Linnee Guida Nazionali e di quelle dell’Agenzia Regionale Sanitaria delle Marche, e dell’esperienza del nostro gruppo dedicato agli accessi vascolari. Abbiamo usato: telini sterili, garze sterili, mascherine, soluzione fisiologica in fiale, guanti non sterli, clorexidina al 5%, solvente per la pulizia della cute dalla colla dei cerotti, medicazioni trasparenti semipermeabili sterili e non. La medicazione del sito del catetere va sostituita ogni volta che si presenta bagnata, staccata o sporca. Eseguire la medicazione mantenendo un’adeguata tecnica asettica, indossare la mascherina ed applicarla anche al paziente, lavarsi accuratamente le mani 

ESECUZIONE

  • Indossare guanti puliti
  • Posizionare il telino  sterile sotto le branche del catetere precedentemente trattate con impacco di  Clorexidina al  5%
  • Rimuovere la medicazione dell’exit-site
  • Pulire la cute con solvente, se presente colla dei cerotti
  • Detergere la cute circostante l’exit-site con garze sterili e soluzione fisiologica, asciugare con garza pulita sterile
  • Tamponare la zona dell’exit-site con Clorexidina al 5%
  • Cambiare i guanti
  • Asciugare bene la zona dell’emergenza, posizionare una garza sterile al di sotto del catetere e una sopra l’exit-site
  • Non tagliare le garze, ma piegarle e posizionarle in modo tale da tenere bene isolato il punto di inserzione del catetere
  • Coprire il sito di emergenza del catetere con medicazioni trasparenti semi-permeabili sterili o cerotto adeguatamente ampio

RISULTATI

CVC temporanei femorali:

  • n° tot. 219.
  • Durata media 32 gg (min. 1 – max. 191).
  • Cause di rimozione:
    • mal funzionamento  33%;
    • attivazione FAV  28 %;
    • Infezione 3 %.
    • Incidenza infezioni:
      • 1,05 infezioni 1000gg/cat. (fig.n.1)

  CVC femorali temporanei - Fig. n.1


 

CVC temporanei giugulari:

  • n° tot. 64
  • Durata media 60 gg (min. 5 – max. 391)
  • Cause di rimozione:
    • attivazione FAV 39%;
    • stop trattamento 17%;
    • mal funzionamento 2%;
    • infezione 6%.
    • Incidenza infezioni: 1,07 infezioni 1000gg/cat.

CVC giugulari temporanei - Fig. n.2

 

CVC permanenti giugulari:

  • n° tot. 112.
  • Durata media 210 gg (min. 8 – max. 1277).
  • Cause di rimozione:
    • exitus 31%; malfunzionamento
    • 14%; attivazione FAV/cat.peritoneale
    • 29%; infezioni
    • 9%. Incidenza infezioni: 0,42 infezioni  1000gg/cat. (fig. n.3)

CVC giugulari permanenti - Fig. n.3

CONCLUSIONI

L’applicazione di questo protocollo di medicazione consente di ottenere buoni risultati in termini di eventi infettivi. Sicuramente oltre al protocollo operativo è l’infermiere il punto fondamentale per il raggiungimento di tali risultati. Infermiere deve lavorare con un team affiatato, motivato e orientato nel raggiungimento di un comune obiettivo.

Bibliografia:

  1. DOPPS Study.2003;   2)Astor BC et al. CHOICE Study.J. Am. Soc. Nephrol.2005;   3)Lukas K. et al.Nephrol. Dial. Transplan 1999