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Congresso 2013 Rossetto

IL MUSEO VIRTUALE COME COMPONENTE DI UNA SOCIETA’ CHE EDUCA.
ESEMPIO DI APPLICAZIONE IN AMBITO SANITARIO
Piera Rossetto Casel - A.S.O.Mauriziano,Torino. 

“….I miglioramenti dello stato di salute della popolazione costituiscono un indicatore dello sviluppo della società. I servizi sanitari hanno un ruolo importante, ma non sono l'unico settore ad avere impatto sul benessere delle persone: anche altri settori hanno un contributo da portare ed una responsabilità da assumere in tema di salute. Pertanto, l'intersettorialità deve rappresentare un aspetto essenziale delle riforme sanitarie….” (Carta di Lubiana sulla Riforma dell’assistenza sanitaria, 19 Giugno 1996, punto 3) Questo è il punto di partenza  che vede il proposito di  unire due mondi apparentemente lontani:  la promozione della salute ed istituzioni museali.  Nell’ era del Web 2.0  sono profondamente modificate le modalità di acquisizione , trasmissione, conservazione delle conoscenze  con processi  sino a poco tempo fa impensati. L’universalizzazione degli scambi, la globalizzazione delle tecnologie, hanno aumentato le possibilità di accesso degli individui all’informazione e al sapere. Questi fenomeni comportano una modificazione delle competenze acquisite e dei sistemi di lavoro e  anche della trasmissione del sapere, trasformando la società, per dirla con le parole di Castells,in una società “informazionale “. Nel contesto culturale  europeo   il dibattito sulla trasformazione della società si è legato indissolubilmente ad un orientamento verso l’istruzione e la formazione permanente, non più visti come aspetti della formazione generale e professionale ma come principio informatore dell’ offerta e della domanda di tutto il contesto dell’ apprendimento definito  lifelong learning, ossia apprendimento lungo tutto l’ arco della vita. Per raggiungere questo obiettivo la Commissione Europea, costituita dopo il Consiglio europeo tenutosi a Lisbona nel 2000 , individuava, tra gli altri istituti culturali, le gallerie d’ arte, le biblioteche e  i musei, come  punti cruciali nello svolgere l’approccio al lifelong learning (L.L.L.) Ecco quindi che il museo ,una delle istituzioni più complesse e problematiche del nostro tempo, può divenire luogo privilegiato di apprendimento in quanto esso è dotato di  duttilità con cui  si presta ad essere interpretato e a cambiare repentinamente di immagine e di inquadratura: può diventare un grande comunicatore (un altro "medium" per la comunicazione di massa) o un narratore di storie che inventa avventure e avvince il pubblico. In tal senso è possibile attribuire realmente al museo la possibilità/capacità/necessità didattica di influenzare le nuove generazioni, e non solo,  utilizzando tutti gli strumenti della comunicazione intesa in senso largo; non solo linguaggio scritto e orale, ma anche musica, arti figurative, reperti, manufatti e tutto ciò che è stato creato dall'uomo nel corso dell'evoluzione. Questo fatto lo fa emergere come organizzazione di grande rilievo per una “società educante”, una società cioè che vede nella crescita culturale dei cittadini, lungo tutte le fasi della loro vita, una grande risorsa e che perciò crea, organizza e alimenta una fitta rete di agenzie formative. In quest’ottica di educazione permanente, i musei e le loro attività educative rappresentano senza dubbio alcuni dei nodi di maggior rilievo; inoltre hanno la possibilità di  offrire ambienti in cui è possibile apprendere anche in modo informale radicando l’apprendimento nella vita di ogni giorno favorendo nella persone lo sviluppo delle competenze e sviluppando la capacità di agire in tutti gli aspetti della vita  includendo a pieno titolo, secondo il mio parere,  la  promozione della salute dei cittadini. Come ci ricorda l’OMS (Organizzazione Mondiale della Salute) lo strumento fondamentale per il mantenimento della salute e migliorare la qualità della vita è l’ educazione “…. la formazione deve essere orientata ai bisogni di salute della popolazione e i discenti devono a poco a poco diventare architetti della loro educazione …” e, a convalidare quanto ora indicato, il Memorandum, elaborato dalla Commissione Europea per lo sviluppo del L.L.L., in uno dei Messaggi–Chiave indica altresì di ..” usare la cultura e l’arte come strumento terapeutico per affrontare  problemi fisichi e/o psichici…” Si evince che   attraverso l’ utilizzo di tecnologie infotelematiche   si potrebbero  implementare  le basi per una vera e propria cultura della salute, quanto mai utile nell’ ambito nefrologico in quanto questa malattia che sta  assumendo  i connotati di una “vera e propria emergenza sociale”:  è stimabile che nella popolazione adulta circa 1 individuo ogni 10 abbia un grado d’insufficienza renale moderata, cioè una funzione renale (espressa come Filtrato Glomerulare) dimezzata o più che dimezzata rispetto alla norma. Purtroppo  in Italia il problema è virtualmente sconosciuto dalla popolazione, ancora poco conosciuto e largamente sottovalutato dai medici e ignorato dagli organi di governo della salute pubblica regionali e/o nazionali( come sottolinea la Società Italiana di Nefrologia nel report “La  prevenzione della malattia renale cronica: un problema centrale della missione della nefrologia, 2010)  restando confinato ad un pubblico specialistico. Un valido sostegno alla diffusione di queste conoscenze e  all’implementazione della promozione della salute in ambito nefrologico potrebbe essere fornito dal linguaggio multimediale declinato nella realizzazione di un museo virtuale dedicato : innanzitutto per l’ipertestualità, che si presta molto efficacemente ad esprimere il complesso reticolo semantico della cura in nefrologia, per la multimedialità  che permette di esprimere la ricchezza dei contenuti, per l’interattività, che consente alla persona di costruirsi un percorso di apprendimento adatto alla proprie capacità ed infine la connettività che libera dal  vincolo spaziale. Il museo  della  terza generazione, ossia il museo virtuale, possiede potenzialmente   tutte le caratteristiche per essere   un valido alleato nella promozione alla salute in quanto avvicina addetti ai lavori, sia sanitari che operatori del sociale, alla persona–cittadino, il cui enpowerment  deve divenire  il fattore centrale delle politiche sanitarie per promuovere la cultura della salute. Ma, nonostante le evidenze scientifiche e l’interessamento di organi istituzionali di alto livello, sia di natura politica, come la Comunità Europea, che di natura sanitaria, come l’O.M.S.,  il loro  reale coinvolgimento non è ancora stato  realizzato pienamente  come invece il loro ruolo istituzionale meriterebbe. Infatti, nonostante una delle scoperte mediche più importanti degli ultimi quindici anni sia  stata l’evidenza scientifica di poter prevenire e curare meglio la malattia con l’educazione e  recenti ricerche ci indicano che il numero delle persone che accede ad internet per avere informazioni su tematiche inerenti la salute sono sempre più numerosi e in costante  aumento (solo in Italia si stimano in 8.5 milioni di persone che ricorrono a queste fonti prima di consultare il medico (dati ANIFA) , meno del  50%  delle persone affetto da patologia cronica conosce bene la propria  patologia e le strategie di cura. Le difficoltà a realizzare questo obiettivo permangono e sono da ricercarsi nella formazione del personale sanitario,in cui ancor oggi domina il modello paternalistico e nella difficoltà che il linguaggio tecnico/scientifico incontra quando declina tematiche umanistiche. E’ quindi il momento di avviare un avvicinamento, “ un ponte” che unisca il sapere umanistico al sapere scientifico, lasciando spazio ad una progettazione che sappia far emergere la capacità educativa dei prodotti multimediali, sostenendo ed integrando così le diverse istituzioni per realizzare pienamente una società   che sempre più si configura come società della conoscenza.

Bibliografia

1. Carta di Lubiana,1996

2. Castells M.Galassia Internet, Feltrinelli, Milano 2002

3. Cavagnero S., M.A.Gallina,R.Grimaldi,Il museo virtuale

4. Gruppo di studio CARH ES,SIN, Roma

5. Memorandum sull’ istruzione e la formazione permanente