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Romanelli, Antonini, Squarcia. 2014

CONDIZIONI PSICOLOGICHE   DEL PAZIENTE   EMODIALIZZATO   E DEGLI OPERATORI UOC EMODIALISI   Ascoli Piceno: UNA   POSSIBILE STRATEGIA DI INTERVENTO.
Marina Romanelli, Maria Antonini, Claudio Squarcia
Operativa Complessa di Nefrologia e Dialisi  Ascoli Piceno 

INTRODUZIONE:

L’uremia terminale richiede la sostituzione   della   funzione renale   mediante il trattamento dialitico  (peritoneodialisi, emodialisi). L’emodialisi   pur consentendo un buon livello di sopravvivenza   del paziente, determina una variazione   importante   dello stile di vita, per la necessità di adattarsi   alla nuova realtà. Il paziente   emodializzato dovrà stabilire   con il proprio ambiente naturale   e sociale   una condizione di equilibrio, modificando le abitudini familiari, lavorative, sociali, per far fronte   ai cambiamenti dello schema corporeo   e della identità psicologic,   alle difficoltà’ relazionali   ed alle rinunce   necessarie ad ottenere una buona compliance al trattamento. Gli operatori   dell’UOC di emodialisi   sono sottoposti ad un forte coinvolgimento   emotivo   alle problematiche dell’utente, e possono   quindi manifestare un particolare tipo   di stress occupazionale  (Burnout).

METODOLOGIA:

Nel periodo   Maggio Giugno 2013   nell‘UOC di Emodialisi   di Ascoli Piceno   è stato somministrato   il questionario I.P.P.E.  (Inventario pluridimensionale del paziente in emodialisi di   Biasioli e Ballaben 2003),   che valuta   la qualità di vita   attraverso   n° 6 dimensioni: relazioni familiari, rapporto con il proprio corpo, bisogno di bere, vita quotidiana, bisogni, percezione della malattia. Il campione esaminato   risulta composto   di n° 32   pazienti, di cui 23 di sesso maschle e   9 di sesso femminile. L’età dei soggetti   è compresa tra 39 e 86 aa(età media 67 aa) . I dati analizzati   hanno riguardato i pazienti in toto, il sesso maschile, femminile e   n°   3 fasce di età. Nello stesso periodo agli operatori dell’UOC   di emodialisi è   stato somministrato   il   MASLACH BURNOUT INVENTURY(MBI), strumento che valuta tre   aspetti della sindrome del Burnout: l’Esaurimento Emotivo (EE), la Depersonalizzazione (DE) la Realizzazione Personale (PA). Il campione di studio preso in considerazione   è stato di totali   32   soggetti  (comprensivi di personale   medico, infermieristico, tecnico e ausiliario), di cui   N°11 soggetti   di sesso maschile, N°21   soggetti di sesso femminile. L’ età del campione esaminato   è compresa   tra   da 37 a 65 anni (età media   48 aa).   I dati analizzati   hanno   riguardato il campione totale, il sesso maschile, femminile, n°   3 fasce di età   e per   lavoro in HD > o < a 20 anni.

RISULTATI:

Dall’elaborazione dei dati del questionario IPPE sono state evidenziate   le seguenti criticità:Dimensioni dei bisogni di supporto(bisogni in relazione al trattamento medico ed infermieristic):criticità campione tot.   del 65.63%  (m.60.87%; f. 77.78%)   Dimensione delle relazioni famigliari(cambiamento della vita sociale e lavorativa del paziente): criticità del campione tot 53.13% (m. 52.17%; f. 55.56%). Discordante con quanto atteso, la criticità   relativa   alla   Dimensione del bisogno di bere (rapporto del paziente con la sete): criticità campione tot   solo del 34.38%, (u. 30.43%; f. 44.44%). Dall’elaborazione dei dati del questionario MBI somministrato agli operatori   si evidenzia un EE  (media delle categorie) moderato nelle categorie esaminate  (età 37-48 aa   pari al   23,85 %), una DE (media delle categorie)   moderata   nelle categorie   esaminate  (lav. in HD   < 20 aa    pari   7,17%),   Una PA (media delle categorie)   moderata   nelle categorie esaminate  (M. pari al 36,81%).

CONCLUSIONI:

facendo riferimento a nostra precedente esperienza  (2002 UOC   EMODIALISI)   relativa alla costituzione di Gruppi di Auto Mutuo Aiuto, coinvolgenti   pazienti, familiari ed   operatori,   il cui lavoro si è protratto per circa 2 anni, ed avendo rilevato le criticità suddette   relative   a pazienti ed operatori, si è ritenuto opportuno, come possibile strategia di intervento, ricostituire dei nuovi   gruppi di   AMA, con   l’ausilio   di   figure   professionali   di supporto, allo scopo di ottenere   miglioramento della   comunicazione   tra pazienti ed operatori   e della   qualità di vita.

BIBLIOGRAFIA  

  1. C.Boaretti e altr. Rapporti tra adattamento,qualità di vita me supporto familiare, sociale nel paziente in trattamento dialitico. Giornale italiano di nefrologia /Anno 23   n. 4, 2006/ pp.415-423
  2. C.Maslach S.Jackson Analisi dei Servizi Socio-Sanitari. Organizzazioni Speciali.
  3. Stefano Biasioli, Paolo Ballaben.Emodialisi e qualita’ di vita I.P.P.E. La   Dialisi
  4. C. Del Corso e altr. Terapia dialitica   e qualià’ di vita: individuare le aree di criticità per orientare alla metodica più   idonea.    Giornale italiano di nefrologia / Anno 25 n. 2, 2008/ PP. 215-222
  5. A. Lambertucci, K. Manocchi, A, Santarelli. Valutazione periodica della condizioni psicosociali del paziente in emodialisi   mediante un questionario strutturato. Indagine conoscitiva condotta nella U.O. di emodialisi dell’Area Vasta 4, Fermo.XXXI Congresso Nazionale EDTNA/ERCA. San Benedetto del Tronto 9-11 maggio 2013
  6. Stefano Biasioli e altr. Un nuovo strumento per la valutazione della Qualita’ della Vita del paziente in trattamento   emodialitica(IPPE): prime analisi esplorative delle proprieta’ psicosometriche.Giornale italiano di medicina del lavoro ed ergonomia