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Ciccotti, Del Gaone, Saccomandi, 2014


DIALISI PERITONEALE IN PAZIENTE AFFETTA DA MORBO DI CHRON
Ciccotti Massimiliano, Domenico Del Gaone, Anna Saccomandi.
UOS Nefrologia e Dialisi Atri (TE) – Polo Nefrologico Teramo – Atri.

INTRODUZIONE:

Il Morbo di Chron è considerato una malattia autoimmune, in cui il sistema immunitario aggredisce il tratto gastrointestinale provocando l'infiammazione; sono importanti anche fattori genetici, autoimmunitari, familiari, psicologici e virali. La malattia di Crohn può portare a diverse complicanze all'interno dell'intestino, tra cui l'ostruzione, lo sviluppo di fistole e ascessi. In caso di concomitante Insufficienza Renale Cronica per solito viene attuato un trattamento con emodialisi. Nel caso che andremo ad illustrare, in assenza di evidenze scientifiche rilevanti in merito al trattamento con  PD, abbiamo chiesto un parere sui network   (Renal Omnia e FMC vision )  ottenendo opinioni contrastanti in merito alla metodica da applicare. Il gastroenterologo di riferimento si dichiara contrario al trattamento sostitutivo peritoneale. Tuttavia, in considerazione della giovane età della paziente e per le maggiori possibilità di reinserimento sociale, abbiamo deciso per un trattamento con DP.

SCELTA METODICA:

la paziente giunge alla nostra osservazione a 14 anni nel settembre 2011 con una IRC terminale. Era in trattamento con  terapia biologica per il morbo di Chron. Posizionato il catetere (un vicenza corto per motivi prettamente estetici) iniziava la Dialisi Peritoneale con  valori di Creatinina  di 5.82 mg/dl e MDRD di 10.43. il trattamento era: CAPD con 2 scambi diurni  per mesi2. Solo dopo 4-8 settimane di DP la funzione peritoneale si stabilizza ed è opportuno sia misurare la dose dialitica (Kt/V e CrCl) (SIN G.Ital Nef), al controllo dopo 2 mesi MDRD 10.15 con FRR 800ml ; quindi valutata la compliance al trattamento per i primi mesi e senza segni di riacutizzazione della patologia, con una buona risposta da parte della paziente si passa dalla CAPD alla APD Tidal 70%  con 8.5 litri – 7 scambi.

RISULTATI:

Attualmente continua trattamento in APD con Urea139 mg/dl,  Creat. 10.55 mg/dl e FRR invariata. Durante il trattamento non si sono evidenziate particolari controindicazioni sia dal punto di vista clinico che della metodica dialitica attuata. Unici problemi dialitici durante le riacutizzazioni del Morbo di Chron con alcuni episodi sporadici (4 in 3 anni) di emoperitoneo a coltura sterile. Risoluzione dell’emoperitoneo con 1-2 scambi rapidi senza nessuna sintomatologia dolorosa, episodio verificatosi anche in presenda del ciclo mestruale della ragazza. Emoperitoneo  è presente in pazienti sottoposti a dialisi peritoneale (PD) perché il catetere PD fornisce una finestra  che permette di vedere quello che accade nel peritoneo. I fenomeni associati ginecologici rappresentano la maggior parte dei casi.( Lew SQ)

CONCLUSIONI:

Nonostante non ci siano in letteratura evidenze che facciano propendere per  una scelta di trattamento sostitutivo peritoneale nel Morbo di Chron, si è scelto la terapia dialitica che risultava essere la più compliante per la paziente vista la giovane età. Anche  in presenza di episodi di emoperitoneo non si è dovuti ricorrere alla sospensione della stessa.

BIBBLIOGRAFIA

  1. Fiocchi: Inflammatory Bowel Disease, Ethiology and Pathogenesis - Gastroenterology 1998
  2. Linee Guida della SIN Giornale Italiano di Nefrologia / Anno 20, S-24 2003/pp. S109-S128  SIN
  3. Lew SQ Hemoperitoneum: bloody peritoneal dialysate in ESRD patients receiving peritoneal dialysis. Peritoneal dialysis international : journal of the International Society for Peritoneal Dialysis 2007 May-Jun;27(3):226-33