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Locatelli/Zito/2014

Indagine conoscitiva dell'efficacia dell’intervento educativo presso l'ambulatorio di predialisi con Malattia Renale Cronica (CKD) III-V stadio
Elsa Locatelli1, Maria Pia Zito2
1 Laurenda Corso di Laura Infermieristica, Università Bologna

2Dialisi Peritoneale Policlinico Universitario S.Orsola-Malpighi, Direttore Prof. S.Stefoni, Bologna

Introduzione

In questo lavoro si è voluta valutare l’efficacia dell’intervento educativo svolto dall’ambulatorio di predialisi e finalizzato a tenere monitorata e stabile la condizione clinica del nefropatico con malattia renale cronica in III-V stadio. In seguito all’intervento educativo, opportunamente predisposto con il coinvolgimento della famiglia, il paziente adotta una dieta appropriata con apporto controllato di liquidi e monitorerà correttamente il peso corporeo, la pressione arteriosa, e la diuresi.

Materiali e Metodi

Come strumento d’indagine per valutare l'efficacia dell'intervento educativo è stato adottato un questionario con 10 domande a risposta multipla somministrato a 60 candidati (range di età 50-80 anni, 40 maschi, 20 femmine) in III-V stadio di CKD,  presi in carico da maggio a settembre 2013. Tutti i candidati si trovavano in fase di ripresa educativa, quindi in precedenza avevano già ricevuto dal team infermieristico un’educazione iniziale. . Lo strumento valutativo conteneva anche una griglia ad uso esclusivo dell’infermiere per selezionare il tipo di paziente, i contenuti educativi forniti prima della somministrazione del questionario e gli strumenti impiegati nel processo educativo. Il candidato selezionato durante tale valutazione doveva essere performante sull’area cognitiva ed affettiva. A livello cognitivo il questionario si è focalizzato sul ruolo della dieta nel trattamento della malattia renale cronica e dell’ipertensione e sulle misure adottate per rallentare la progressione della stessa. A livello affettivo si è posta l’attenzione al coinvolgimento della famiglia nella gestione del regime di trattamento. L’intervista, strutturata attraverso il questionario per la valutazione dell’efficacia dell’intervento educativo, è stata arricchita da ulteriori input fondamentali per il raggiungimento dei risultati..

  • Analisi della documentazione clinica e valutazione del VFG al momento della presa in carico nell’ambulatorio, aggiornato alla data di somministrazione del questionario.
  • Approccio sistematico all’educazione del paziente.
  • Intervista ed osservazione (età, stile di vita, capacità di comprensione, condizione psico-sociale, presenza o meno di un caregiver).

Risultati

La maggioranza degli candidati selezionati (33) ha risposto correttamente a tutti i quesiti, i cui contenuti educativi sono stati affrontati in modo appropriato e personalizzato (colloquio preparatorio di agevolazione all’autoapprendimento del materiale informativo). I restanti candidati (27) non hanno risposto in maniera corretta ai quesiti.  Dall’analisi dei risultati si evince che di questi 27 pazienti, 13 (età > di 75 anni-21%) non hanno fornito la risposta esatta a più di un quesito del questionario. In questi ultimi, oltre all’età, le comorbidità rendevano le condizioni cliniche maggiormente compromesse e non vi era il supporto di un caregiver o di un familiare. I 14 candidati restanti hanno dato solo una risposta errata. Questi pazienti sono stati in prevalenza affiancati da un parente o da un caregiver, sebbene il quadro clinico fosse ugualmente complesso e due di essi non parlassero l’italiano.

Conclusioni

Terminata l’analisi dei risultati, possiamo affermare che i dati sono stati complessivamente efficaci (circa il 79%); l’efficacia è calcolata sulla corretta compilazione del questionario e basato sul numero di risposte corrette. Non è stato pienamente raggiunto l’obiettivo specifico riguardante la scelta dei metodi e degli strumenti per la valutazione pedagogica della persona assistitaa causa di alcune lacune individuate nel questionario il quale non teneva in considerazione variabili importanti come l'età (situazione cognitiva), la presenza o meno di un caregiver, la preparazione del caregiver stesso, la comprensione della lingua italiana, le comorbidità del paziente. È emerso in ogni caso, un importante risultato: la compilazione del questionario si è rivelata un centrale momento di educazione e ripresa educativa dove pazienti e familiari  hanno potuto ricevere chiarimenti e consolidare le competenze.

Bibliografia

  1. Ballanti G. (1988). Modelli di apprendimento e schemi di insegnamento. Teramo: Giunti & Lisciani.
  2. Zito M. P. (2010). Guida per il paziente con insufficienza renale.“Orientarsi n. 42” supplemento d’informazione a “Diario di bordo”. Bologna- Centro stampa aziendale.
  3. Rankin, S.H.,& Stallings, K.D. (2011). Patient education: principles and practice. Philadelphia: Lippincott.
  4. Scalorbi S. (2012). Infermieristica preventiva e di comunità. Milano: McGraw-Hill.