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Russo, Aliberti, Nicoli, Baraldi, Toschi, Sofritti,2014

AMBULATORIO INFERMIERISTICO “PERCORSO UREMIA“ DELL’AZIENDA USL di BOLOGNA: UN ANNO DI ATTIVITA’
Maria Russo, Tiziana Aliberti, Maura Nicoli, Daniela Baraldi, Roberta Toschi, Barbara Sofritti
Azienda USL di Bologna

INTRODUZIONE

Da novembre 2012 in Azienda USL di Bologna sono stati attivati 3 ambulatori infermieristici “Percorso Uremia” all’interno di presidi ospedalieri strategici sul territorio: Ospedale Maggiore (novembre 2012), Ospedale di Bentivoglio (aprile 2013), Ospedale Bellaria (dicembre 2013); che operano in stretta collaborazione con la rete degli ambulatori di Nefrologia, con l’obiettivo di garantire agli utenti affetti da CKD una presa in carico precoce, volta a rallentare la progressione della malattia stessa nei vari stadi, coinvolgendo attivamente la persona nel percorso assistenziale, facendogli acquisire quelle conoscenze ed abilità che lo rendano capace di essere un decisore competente, in grado di gestire le mutevoli situazioni che possono presentarsi, poiché a lui sono delegate le cure quotidianamente necessarie per la gestione della propria patologia. Tutto ciò contribuisce a migliorare notevolmente la qualità di vita delle persone che intraprendono il Percorso Uremia.

PERCORSO UREMIA

L’infermiere responsabile dell’ambulatorio “Percorso Uremia” prende in carico utenti dal 3° stadio CKD (VFG 59-30 ml/min/1.73 m2) selezionati precedentemente dal nefrologo.

  1. Al primo colloquio si effettua l’accertamento infermieristico utilizzando una cartella con i modelli funzionali Gordon, avvalendosi di una intervista semistrutturata e del nursing narrativo.
  1. Si effettua la valutazione delle conoscenze  di base
  2. Si fissano con l’utente gli obiettivi da raggiungere nei successivi incontri di follow up
  3. L’intervento educativo è suddiviso in alcuni step che iniziano con l’illustrazione della  funzione  renale, dell’IRC e delle complicanze, fino alla comprensione degli stili di vita da correggere per contenere la progressione della patologia. Ad ogni incontro successivo vengono rivalutate le competenze acquisite e rinforzate se necessario.

METODOLOGIA 

Gli infermieri responsabili dei 3 ambulatori “Percorso Uremia”, parallelamente all’attività assistenziale, effettuano un’accurata registrazione dei dati di attività, di processo e di esito. L’elaborazione e l’aggregazione di tali dati permette una lettura oggettiva dei risultati raggiunti, e inoltre consente di progettare in maniera mirata le azioni di miglioramento sulle varie fasi del percorso di presa in carico e di empowerment.

RISULTATI 

CONCLUSIONI

Il campione di pazienti rappresentato è composto da 149 persone che sono state prese in carico dai 3 ambulatori “Percorso Uremia”, nel corso dell’anno 2013. Il 65% di questi è di genere maschile, con età media complessiva pari a 77 anni ed oltre il 25% presenta 3 comorbidità, condizioni che descrivono la complessità del paziente di riferimento. Al momento della presa in carico, in seguito all’invio del nefrologo, il 75% dei pazienti viene collocato al IV stadio CKD, il 18% allo stadio V ed il 7% al III. Al Follow Up il 13% dei pazienti complessivi è stato affidato al servizio di Predialisi, il 4% ha iniziato il trattamento dialitico in acuto perché intercettato nella fase terminale della malattia ed il restante 5% è deceduto nel corso dell’anno per problematiche varie. I dati di attività infermieristica evidenziano che sono stati effettuati 489 interventi infermieristici complessivi e, quindi, ogni paziente ha effettuato mediamente 3 accessi in ambulatorio (durante i quali sono state svolte le varie attività previste, tra cui l’attivazione dei percorsi clinico assistenziali e nello specifico il supporto psicologico in 6 casi). Gli indicatori di esito, mostrando che la presa in carico precoce (dal III stadio CKD) comporta una perdita al follow up pari solo all’1%, e che la patologia renale è rimasta stabile nello stadio della presa in carico nel 95% dei casi (si è verificato una progressione della malattia dal IV al V stadio nel 5% dei casi), confermano il valore dell’attività svolta dagli infermieri del Percorso Uremia per il contenimento della patologia tramite l’empowerment del paziente. I dati che continueremo a raccogliere nei prossimi anni di attività ci permetteranno una lettura ancora più puntuale degli outcome che ci proponiamo di raggiungere.

BIBLIOGRAFIA:

  1. Ravani P, Mariangeli G, Tancredi M, Malberti F. Multidisciplinary chronic kidney disease  management improves survival on dialysis, J Nephrolo 2003 Nov.Dec, 16:870877
  2. Devis GM,Mendelssohn DC, Barrè PE, Taub K, Binik YM. Predialysisi psycoeducational intervention extend survival in CKD: a 20-year follow-up. Am J kidney Dis 2005 Dec; 46:1088-98