Stampa

Bianchi2014

ADDESTRAMENTO O  TRAINING: IL RUOLO DEL  TRAINER NEL PERCORSO  EDUCATIVO  PER LA GESTIONE AUTONOMA DELLA DIALISI PERITONEALE
Bianchi Sonia (1), Gruppo Toscano  di  Dialisi Peritoneale (2)
Az Usl 11 di Empoli (1), Az.Usl1di Massa Carrara(2), Az.Usl 2 di Lucca (2), Az Usl3 di Pistoia (2), Az.Usl4 di Prato (2), Az.Usl 5 di Pisa (2), Az Usl 6 di Livorno (2), Az Usl 7 di Siena (2), Az Usl 8 di Arezzo (2), Az Usl 9 di Grosseto (2), Az Usl 10 di Firenze (2), Az Usl 12 di Viareggio (2), Az. O.U. Meyer (2), Az O.U. Pisana (2), Az. O.U. Senese (2).

INTRODUZIONE

La Dialisi Peritoneale (DP) è un trattamento domiciliare, gestito dal paziente e/o care-giver i quali devono apprendere e fare propri competenze e comportamenti indispensabili a poter effettuare autonomamente il trattamento dialitico. Il successo della terapia dipende in gran parte da questo processo di apprendimento e dall'acquisizione di tecniche pratiche e conoscenze cliniche da mantenere in maniera efficace e adeguata nel tempo. L'infermiere dedicato in DP gioca un ruolo centrale nella relazione con il paziente, per cui oltre alle conoscenze tecniche e cliniche deve acquisire, come raccomandato dalle Linee Guida ISDP [1] competenze relazionali e comunicative, credere fermamente nelle capacità di autocura della persona [2] e deve acquisire una formazione specifica nell'educazione dell'adulto. La formazione continua è indispensabile affinché le conoscenze acquisite non diventino obsolete. Con queste premesse e attraverso audit regionali e corsi di formazione, il Gruppo Toscano (GT) di DP ha sentito la necessità di ridiscutere la differenza tra Training (T) e addestramento: il T è un percorso educativo e formativo, e rappresenta una fase dell'educazione terapeutica (ET) [3] nella quale si prende in carico la persona assistita dal momento della scelta del trattamento dialitico, fino alla sua completa autonomia; l'addestramento è solo acquisizione di abilità tecniche. Il T non può essere standardizzato né per i pazienti, poiché si deve tenere conto delle attitudini psicosociali di ognuno, né per i centri dialisi a causa delle varie tipologie organizzative di ciascun centro. Tuttavia si è costituito il GT di DP per far fronte all'esigenza di elaborare percorsi comuni da adottare in tutti i centri toscani attraverso incontri di lavoro programmati e strutturati. L'obiettivo del gruppo è creare strumenti di valutazione del percorso educativo di T.

METODOLOGIA

Il GT di DP ha elaborato e somministrato un questionario ai singoli centri di DP della Regione Toscana per rilevare le modalità di svolgimento del percorso educativo di T e Re- training. Sulla base dei dati ottenuti è stato redatto il documento "Training e re-training del paziente e/o care-giver in trattamento dialitico peritoneale".

RISULTATI

In seguito ad una prima analisi del questionario è emersa una diversità di comportamenti nei vari centri regionali. Dopo un'attenta revisione della letteratura scientifica, è stata elaborata una procedura in cui sono stati condivisi gli argomenti che tutti i centri regionali devono affrontare nel percorso educativo e quali obiettivi devono essere raggiunti. Il risultato del lavoro svolto ha portato alla costruzione di una "Check-list" in cui si definiscono le tappe del percorso educativo, dalla fase preliminare, al T teorico e pratico fino alla visita domiciliare (Figura 1).

CONCLUSIONI

La stesura del documento "Training e re-training del paziente e/o care-giver in trattamento dialitico domiciliare" condiviso e diffuso a tutti i centri DP della Toscana ha permesso ai Trainers di uniformare il percorso educativo strutturandolo in fasi di apprendimento con l'obiettivo di raggiungere la completa autonomia del paziente. La tappa successiva del nostro lavoro sarà quella di utilizzare scale di valutazione educative rifacendosi ai modelli teorici già esistenti e costruire strumenti comuni di valutazione per verificare l'apprendimento dei contenuti teorico-pratici. Infine, sarà interessante raccogliere un feedback relativamente alle modalità di insegnamento svolto al fine di identificare i punti di forza e di debolezza del metodo. La Check-list è fondamentale per supportare e orientare il Trainer durante le fasi del percorso educativo, al fine di garantire la sicurezza del paziente e la durata della metodica. A supporto di questo concetto ci sono segnalazioni in letteratura in cui sembra essere presente una correlazione tra "anzianità" del Trainer e incidenza delle infezioni [4]. Potrà essere interessante verificare questi risultati nella nostra regione utilizzando gli strumenti che il GT sta elaborando.

BIBLIOGRAFIA

  1. Bernardini J, Price V, Figueiredo A et al. Peritoneal dialysis patient training, 2006. Peritoneal dialysis international : journal of the International Society for Peritoneal Dialysis 2006 NovDec;26(6):625-32 (full text)
  2. Wang L, Dong J, Gan HB et al. Empowerment of patients in the process of rehabilitation. Peritoneal dialysis international : journal of the International Society for Peritoneal Dialysis 2007 Jun;27 Suppl 2:S32-4 (full text)
  3.  Paris V [The current role of patient education in the adjustment and quality of life of patients with nephropathy]. Giornale italiano di nefrologia : organo ufficiale della Societa italiana di nefrologia 2008 May-Jun;25(3):364-8
  4. Chow KM, Szeto CC, Law MC et al. Influence of peritoneal dialysis training nurses' experience on peritonitis rates. Clinical journal of the American Society of Nephrology : CJASN 2007 Jul;2(4):647-52 (full text)

(Figura 1)