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Congresso 2013 Carbone

TECNICA BOTTON-HOLE PER L’INCANNULAMENTO DELLA FISTOLA ARTERO-VENOSA IN EMODIALISI.
Giovanni Carbone, Prof. Loreto Gesualdo U.O. Nefrologia, Dialisi e Trapianto Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico di Bari.

Introduzione

La sopravvivenza generale della fistola artero-venosa nativa (FAV) dipende non solo dai vasi prescelti e dalla tecnica adottata, ma anche dal metodo di incannulamento. Non esiste, tuttavia, un metodo generalmente efficace per le varie tipologie di FAV. Ogni centro dialisi dovrebbe adottare un proprio protocollo per la puntura.  Nelle proposte di Linee Guida per gli Accessi Vascolari per Emodialisi, fra le tecniche di puntura si fa riferimento alla cosidetta tecnica “Botton-hole” cioè puntura in una sede cutanea costante con la formazione di un preciso tragitto sottocutaneo. Tale tecnica ha il vantaggio di provocare minore dolore al paziente ed identificare precisamente la sede migliore per l’introduzione dell’ago, anche per l’infermiere che punge occasionalmente. I limiti di questa tecnica sono strettamente correlati all’esperienza del centro, i vantaggi sono rappresentati dalla riduzione delle complicanze quali ematoma, stenosi, infezioni e pseudo aneurismi e di provocare meno dolore al paziente.

Scopo del lavoro

Verificare la riduzione dell’intensità di dolore conseguente all’infissione degli aghi, i tempi di emostasi e l’assenza della formazione di escara, utilizzando tamponi di ioni d’argento, con la tecnica Botton-hole.

Materiali e Metodi

Abbiamo selezionato nel nostro centro 8 pazienti ai quali, previa acquisizione del consenso informato, è stata applicata la tecnica Botton-hole; gli stessi pazienti erano in emodialisi periodica da almeno 3 mesi, l’incannulamento dei vasi della loro fistola veniva eseguito con aghi taglienti fino all’inizio del metodo Botton-hole. Al momento dell’arruolamento peri primi 6 trattamenti è stato utilizzato l’ago tagliente, dal 7° trattamento in poi è stata applicata la tecnica Botton-hole. All’inizio dell’utilizzo di aghi non taglienti (Bio-Hole-NIPRO) dopo la seduta dell’emodialisi sono stati applicati cerotti a base di ioni d’argento (NOVASOVAN-AG-EMODIAL), questo ha evitato la formazione dell’escara che, quindi, non era necessario rimuovere al trattamento successivo. Tale tecnica, già descritta, consente lo sviluppo di un tunnel di tessuto cicatriziale, che permette in tutte le sedute emodialitiche successive di utilizzare particolari aghi con punta non tagliente, che sono meno traumatici per le strutture della parete vasale. Un ruolo importante per la riuscita della tecnica lo svolge l’operatore. Per tale scopo sono stati individuati, in questo periodo di osservazione, solo 2 infermieri, in modo da evitare errori collegati all’operatore.

Risultati

Negli 8 pazienti trattati si è riscontrata la formazione del tunnel dopo solo 6 trattamenti. In seguito, è stato molto semplice incannulare i vasi della FAV ed estendere la tecnica a tutti gli operatori, previa informazione e tutoraggio. Da un punto di vista clinico, abbiamo potuto rilevare una significativa riduzione della percezione del dolore all’ inserimento degli aghi, (riduzione media del dolore >50% su scala di intensità 1-10 vedi tabella), abbiamo verificato una riduzione del tempo di emostasi (media precedente 2’50’’; con Bio-hole 1’25’’), la riduzione di pregressi aneurismi, con l’utilizzo di medicazione a rilascio di ioni d’argento, oltre alle proprietà antibatteriche, è in grado di inibire la formazione di escara a livello di tessuto circostante, rendendo più facile l’introduzione dell’ago smusso, al trattamento successivo.