Stampa

Congresso 2013 Beltrade

L'ESPERIENZA DELLA VASCULAR  ACCESS NURSE NELLA REALTA' DI UNA DIALISI OSPEDALIERA IN ITALIA
Raffaella Beltrandi.,1 Vincenza Guadagno.,2 Daniela Mosci.3
1Infermiere U.O Nefrologia, Dialisi Ospedale S.Orsola-Malpighi, Bologna

2Coordinatore U.O Nefrologia, Dialisi Ospedale S.Orsola-Malpighi, Bologna
3Coordinatore Centro Studi EBN Ospedale S.Orsola- Malpighi, Bologna

BACKGROUND

Le problematiche legate agli accessi vascolari per dialisi costituiscono una fonte di grande stress per i pazienti e gli operatori sanitari, sono origine di comorbidità che spesso sfociano in ricoveri frequenti fino anche ad un aumento della mortalità nei pazienti legati all’utilizzo dei cateteri venosi centrali

OBIETTIVI

Attivare una figura professionale in grado di valutare le varie problematiche legate agli accessi vascolari, suggerire soluzioni operative laddove possibile e attivare la figura del nefrologo per la pianificazione e la richiesta di esami strumentali di approfondimento.  Attivare un programma di sorveglianza degli AAVV che sia in grado di individuare precocemente gli accessi a rischio di trombosi; attivare gruppi di lavoro per aumentare la consapevolezza ed il livello formativo dello staff infermieristico in materia; stilare protocolli operativi per la gestione degli accessi basati sulle evidenze scientifiche e valutarne l’efficacia; garantire un adeguato passaggio di informazioni attraverso i vari operatori coinvolti nell’assistenza e nell’utilizzo degli AAVV; collaborare alla creazione e alla valutazione degli gli strumenti per il passaggio di tali informazioni;  fornire supporto anche informativo ai pazienti ed ai colleghi interessati alla tecnica di puntura ad occhiello, all’auto puntura della FAV e più in generale, alla gestione del proprio accesso vascolare.

MATERIALI  E METODI

All’interno del gruppo professionale della nostra U.O. è stata individuata una figura di riferimento (R.A.V.) che si avvale di collaboratori per i vari progetti e le varie attività in atto, coordinando l’attività dei vari gruppi di lavoro, sia all’assistenza diretta al paziente, sia ai progetti di miglioramento

RISULTATI

Nel quadriennio che va dal 2009 al 2012 sono stati attivati diversi progetti di miglioramento che stanno dando i loro risultati, alcuni misurabili (quantitativi) altri atti a migliorare la situazione generale di assistenza erogata (qualitativi). E’ stata introdotta la tecnica di puntura ad occhiello, procedendo anche all’addestramento di gran parte dei professionisti chiamati ad utilizzare gli accessi vascolari, alcuni pazienti sono stati educati all’auto puntura, sono stati emessi due documenti aziendali sul corretto approccio ed utilizzo degli accessi FAV, protesi e CVC, è stato messo in uso uno strumento informatizzato per la condivisione delle informazioni, con una parte completamente dedicata  agli AAVV


Fistola Artero Venosa

Cateteri venosi Centrali

CONCLUSIONI

La figura dell’Infermiere Referente degli Accessi Vascolari può rappresentare, in una realtà di collaborazione interprofessionale e intraprofessionale, il punto di partenza per una assistenza infermieristica di alto livello, basata sulle evidenze, per una ottimizzazione del bilancio costo/beneficio. Pur non esistendo a tutt’oggi in Italia  un percorso specifico e codificato, tale figura richiede certamente un bagaglio professionale tale da consentire una valutazione del paziente e delle sue problematiche a tutto tondo. Anche la conoscenza dei percorsi attivi all’interno della struttura sanitaria e la corretta aderenza ad essi, favorisce l’ottimale sfruttamento delle risorse disponibili evitando l’utilizzo superfluo di risorse sempre più esigue

BIBLIOGRAFIA

  • The national service framework for renal services (u.k. 2004)
  • Clinical practice guidelines
  • Vascular access for haemodialysis uk,  renal association 5th edition, 2008-2011
  • The organisation and delivery of the vascular access service for maintenance haemodialysis patients - report of a joint working party (august 2006)