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Congresso 2013 Aruta

APPROCIO MULTIDISCIPLINARE NELLA NUTRIZIONE DEL PAZIENTE NEFROPATICO: UTILIZZO DI UN TEST DI SCREENING PUNTI DI FORZA E CRITICITA’.
A.Aruta 2 ,A.Pezzana 1,M.Sillano 1,C.Borgio 1 G.Forneris 2,M.Vadori 2, M.Aragno 2, C.Bordone 2,          L. Degli Emili 2, G.Iannarelli 2.
1 SoSD Servizio dietologia ASLTO2 P.O.S.G Bosco Torino – Direttore: Dott. A. Pezzana
2 SC Nefrologia e dialisi ASLTO2 P.O.S.G. Bosco Torino – Direttore: Dott. F. Quarello.

La malnutrizione nel paziente dialitico ha un fattore fortemente predittivo di morbidità e mortalità.   La causa di questi eventi sono : inadeguata assunzione di calorie e proteine con la dieta – perdita di nutrienti con la dieta – alterazione del metabolismo proteico – acidosi metabolica  - infiammazione cronica. Per prevenire lo stato di malnutrizione si è reso necessario un monitoraggio nutrizionale, per tale scopo abbiamo utilizzato un test di screening  il  M.I.S (Malnutrition Inflammation Score), (vedi Scheda/Allegato n. 4), per individuare gli individui a rischio di malnutrizione o già malnutriti, prevenire e/o trattare precocemente la malnutrizione e modificare i piani di trattamento se necessario. Nel nostro centro abbiamo sottoposto il M.I.S a 159 pazienti dell’emodialisi e 37 della dialisi peritoneale ,con rivalutazione  dopo  sei mesi previa  interventi infermieristici e dietistici nei pazienti con valori alterati.

 

La collaborazione con il servizio di dietologia ha permesso la creazione di una Flow-Chart 

Essa attraverso il punteggio del M.I.S stabilisce percorsi predefiniti con un monitoraggio nel tempo e con l’intervento di figure idonee. Dall’ultimo monitoraggio condotto sui pazienti è nata la necessità di inserire altri valori ematici: Kt/V – nPCR – Fosforemia; quest’ultimi consentono di valutare se il paziente assume correttamente un quantitativo proteico. La presenza di valori inferiori alla norma, identificano uno stato di malnutrizione. Avendo verificato nel nostro centro la validità del  documento abbiamo deciso di inserirlo in cartella clinica e per una facile consultazione. Dopo un breve periodo di sperimentazione guidata da una equipe addestrata, si è deciso di ampliare le conoscenze ad altri centri ospedalieri in modo da unificare la metodologia di lavoro. Tutto ciò ha portato una percezione positiva sulla qualità di vita dei soggetti seguiti e ha dimostrato l’importanza dell’affiancamento del nutrizionista all’equipe dialitica aumentando la compliance del paziente nell’accettazione di un regime dietetico adeguato al suo stato.

Bibbliografia

  1. Clinical practiice guidelines for nutrion in chronic renal failure. K/DOQI, National KidneyFoundation.Am Kidney Dis 2000; 35:51-140
  2. EDTNA/ERCA Dietitians Special Interest Group. European Guidelines for the Nutritional Care of Adult Renal Patient, 2002