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Congresso 2013 Stefanizzi

AMBULATORIO INFERMIERISTICO IN EMODIALISI
G. Stefanizzi, M. Montanari, V.Guadagno - U.O. Nefrologia, Dialisi e Ipertensione, Azienda Ospedaliero Universitaria di Bologna

Introduzione

La seduta dialitica, la cui durata, solitamente, è di quattro ore, costituisce per la persona assistita in emodialisi un momento critico durante il quale possono insorgere severe complicanze emodinamiche e  non sempre offre la possibilità per poter realizzare ulteriori interventi terapeutici ed assistenziali oltre la dialisi ed il monitoraggio continuo del paziente. Infatti, il centro di emodialisi diventa per l’assistito un punto di riferimento al quale rivolgersi in caso di necessità. A seconda della criticità e laddove l’attività assistenziale sia di competenza nefrologica,  viene consigliato all’assistito  di accedere direttamente al servizio di emodialisi, evitando così l’ accesso al Pronto Soccorso.

Materiali e metodi

La costituzione dell’ambulatorio infermieristico in emodialisi è stata realizzata per mezzo della realizzazione dei seguenti passaggi chiave:

  1. identificazione logistica dell’ambiente;
  2. scelta del modello organizzativo;
  3. scelta del paziente afferente;
  4. organizzazione delle attività assistenziali quotidiane e pianificate
  5. ambulatorio attivo dalle 7 alle 19 dal lunedì al sabato
  6. ruolo e compiti dell'Infermiera diurnista in ambulatorio

L’infermiera presente durante la mattina collabora con le case-manager nell’accogliere le richieste di prestazioni sorte il giorno prima; pianifica le attività dell’ambulatorio giornaliere e programmabili durante la settimana; predispone per il professionista del turno successivo, le attività rimaste insolute individuate nel corso della mattinata. Grazie ai suoi requisiti, l’ambulatorio costituisce anche il luogo ideale dove, un  assistito che si accinge a iniziare il trattamento emodialitico, viene accolto dall’infermiere per intraprendere un percorso di Educazione Terapeutica. Le attività dell'ambulatorio panificate vanno dalla disostruzione/irrigazione di CVC alla rimozione di CVC temporanei, tutti i prelievi venosi, somministrazione ciclica di terapie endovenose, medicazioni di lesioni vascolari al training ad assistiti candidati all'auto puntura della FAV, educazione terapeutica per i nuovi assistiti. Le attività ad insorgenza giornaliera e non pianificate possono essere le emotrasfusioni o pazienti tenuti in osservazione post seduta dialitica e attesa per trasferimento presso il Pronto Soccorso qualora, dopo il trattamento, siano insorte condizioni che ne richiedano la necessità.

Risultati

L’ambulatorio ha iniziato la sua attività nel 2012. Dalla sua apertura ha svolto 1684  prestazioni. Tra le attività svolte  sono incluse anche se non in maniera rilevante, prestazioni particolari quali trattamenti con monitor dedica.

Discussione

Da un’analisi accurata della raccolta dei dati inerenti alle prestazioni espletate nell’anno 2012,  emergono delle criticità rispetto alla registrazione delle attività svolte, che spesso risulta incompleta. Si sta lavorando a tal proposito all’implementazione della cartella infermieristica informatizzata già in uso all’interno del servizio, grazie alla quale si riuscirebbero a ricavare tutti i dati rispetto al numero di prestazioni extradialitiche effettuate, tipologia di prestazioni, frequenza, esiti sulla persona assistita.

Conclusioni

La realizzazione di un luogo idoneo e l’applicazione di un nuovo modello organizzativo, ha garantito al paziente in emodialisi la risoluzione di bisogni attraverso l’adempimento di attività al di fuori del trattamento extracorporeo. La possibilità di avere un luogo in cui accogliere il paziente nel momento in cui necessita di aiuto e di attenzione esclusive, danno inoltre la possibilità agli infermieri di dedicarsi completamente al paziente che si vede, come non spesso accade, al centro del proprio trattamento e tutelato nella propria dignità e privacy.