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Congresso 2013 Cordeiro

Gestione del Rischio in Emodialisi: applicazione delle FMEA/FMECA per l’analisi preventiva dei rischi.
Autore: Cordeiro Sorroche Juliana1; Co-autori  Di Denia Patrizio2, Guadagno Vincenza3 -
1Master Inf. in Area Critica Alma Mater Studiorum Università di Bologna.
2Responsabile Risk Management Ist. Ortopedico Rizzoli di Bologna.
3Coord. Inf. Emodialisi Policlinico Sant’Orsola Malpighi di Bologna.

Introduzione

L’infermiere deve garantire un'assistenza equa e di qualità capace di rispondere alle esigenze e bisogni dei cittadini, altrettanto garantire competenza, abilità e umanità nello svolgimento delle prestazioni assistenziali e promuovere e partecipare ad iniziative atte a migliorare le risposte assistenziali infermieristiche all’interno delle organizzazione1. L’obiettivo a guidare l’approccio con il tema sarà soprattutto l'analisi delle cause degli errori di assistenza ai fini di evitargli. Cercando esperienze in relazione alla gestione del rischio in ambito sanitario sui principali database scientifici, è possibili rilevare l’evidente interesse della comunità sanitaria internazionale trasmessa dalla abbondante quantità di articoli e libri sull’argomento. Partendo del tema della sicurezza della persona assistita è possibile restringere i campi d’interesse generale ad aree specifiche.  Nel dettaglio dell’ambito qui in esame, oltre al lavoro di Bonfant (et al)2 effettuato nel territorio italiano, i risultati sono meno collegati ad un ottica della sicurezza nell’assistenza infermieristica generale e diretta alla persona nel processo dialitico. E’ un processo di alta criticità, che presuppone una assistenza personalizzata in tutti gli aspetti. In questo modo si può pensare sempre al miglioramento dell’assistenza considerando i danni che la persona potrebbe subire lungo il processo dialitico. Riflettendo su tutti i precedenti fattori è stato scelto l’approccio preventivo come mezzo adeguato per affrontare le problematiche assistenziale nel processo dialitico.

Obbiettivi

È stato considerato l’utilizzo della metodologia Failure mode and (critical) effect analysis (FMEA/FMECA), ormai molto utilizzato in ambito sanitario3.  Esso rappresenta un valido strumento di gestione del rischio clinico, che in questo lavoro guiderà agli obbiettivi di identificare delle possibili modalità di errore nel processo della terapia emodialitica e di individuare delle attività assistenziali più critiche, al fine di proporre azioni di miglioramento prioritarie.

Metodologia

Si sono identificate diverse fasi all’attività infermieristica nell’unità operativa di emodialisi, osservando convenzionalmente e seguendo il percorso dell’infermiere della sala di dialisi e in un secondo momento seguendo l’effettivo percorso utente, dall’arrivo all’uscita. Ogni fasi composta da altre attività, sempre mirate al raggiungimento di un obbiettivo di una sulla assistenza omogenea e pianificata per la persona. Inserite nelle fasi previamente descritte si succedono diverse attività per le quali vi sono una o più possibilità di potenziali eventi indesiderati, i failure modes. Seguendo, si illustra il diagramma di flusso (fig. 1) del processo descritto suddiviso nelle fasi accennate. All’interno le attività proprie e, fra parentesi, il numero di modalità di errore identificate per ciascuna.

Fig. 1 – Fasi ed attività del processo infermieristico sulla seduta dialitica analizzato con FMECA. 

Fonte: Nostra elaborazione dati.

La metodologia FMEA (Failure Mode and Effcts Analysis) che prevede fasi distinte e strutturate, procede con una analisi qualitativa, inizialmente, dopo l’identificazione del processo da analizzare, l’identificazione e la descrizione delle attività a esso connesse; successivamente si identificano proattivamente i diversi rischi potenziali del processo o failure mode4. A questo punto, rispetto ai failure mode possibili che possono generare un evento indesiderato, si ipotizzano le eventuali conseguenze per l’assistito (effect). Al termine della prima fase si inizia l’analisi quantitativa dei potenziali rischi individuati utilizzando le fasi della FMECA (Failure Mode and Effedts Criticality Analysis). «[…] è necessario “pesare” i potenziali rischi precedentemente individuati attribuendo a ciascuno di essi un coefficiente di rischio detto Indice di priorità di rischio (IPR). Scopo del calcolo dell’IPR è quello di individuare i rischi su cui intervenire prioritariamente con azioni di miglioramento»5. Questo indice è ottenuto dal prodotto di tre valori numerici secondo la seguente formula: Indice di priorità di rischio (IPR) = G x P x R. Le tre variabili sono la gravità, la priorità e la rilevabilità del failure mode, che vengono valutate in scale numeriche con valori da 1 a 10. Con la gravità si valuta il danno che la persona assistita può subire (1=nessuna e 10= estremamente pericolodo)4 e con la probabilità si valuta la possibile frequenza che l’evento possa accadere (1=raro e 10=frequente)6. Invece con la rilevabilità si valuta la possibilità che le misure di controllo già presenti nel processo possano individuare o prevenire i failure mode prima che accadono (1=quasi certa e 10= quasi impossibile)5.

Risultati

La gran parte dei fattori favorenti le modalità di errore sono rappresentati dall’inosservanza delle procedure e istruzione operative ed i difetti comunicativi, sia tra colleghi o/e altri professionisti sia con l’utenza. Secondariamente risulta come fattore contribuente i failure mode, la mancanza di attenzione dalla parte dell’operatore nelle varie fasi dell’assistenza (grafico 1).

Grafico 1 – Distribuzione fattori favorenti dei failure mode.

Un’analisi che confronta con quanto presentato in un’altra esperienza realizzata in un servizio di dialisi2 è la priorità delle modalità di errore identificate. Nel caso qui presentano le priorità per gli interventi di miglioramento. Organizzando gli IPR in intervalli di 100 unità, si evidenzia che la maggioranza (il 69%) si raggruppano in una fascia di priorità media-bassa (entro un valore di IPR=200) (grafico 2).

Grafico 2 – Distribuzione IPR.

 

Portando l’analisi nel particolare delle singole fasi del processo evidenziato, si possono porre l’accento alle criticità riscontrate e le rispettive proposte di azioni di miglioramento (tabella 1).

Tabella 1 – Azioni di miglioramento proposte. 

Conclusioni

L’applicazione della FMEA/FMECA ha permesso di giungere ad una analisi delle priorità di rischio e di fornire rilevanti informazioni sulla attività assistenziale. Ha reso possibile la possibilità di coinvolgere l’equipe aumentando la consapevolezza ha riguardo dei rischi clinici e alla capacità di analizzare il processo per migliorarlo. Le indicazioni ottenute potranno essere utilizzate per identificare una adeguata allocazione di risorse che possano prevenire in modo più efficace i rischi. L’identificazione attuale dei failure mode rende possibile il loro monitoraggio continuo, particolarmente a quelli di alta priorità. Certamente dopo un periodo di monitoraggio rende anche possibile una ridiscussione che possa ridefinire le priorità. Lo strumento FMEA/FMECA si è rilevato duttile, uno strumento di risk management di rilevante impatto sia per l’individuazione delle priorità di rischio, sia come supporto alle future decisioni sulle azioni da implementare per il miglioramento della qualità.

Bibliografia

  1. Federazione Nazionale Collegi Infermieri Professionali, Assistenti Sanitari, Vigilatrici d’Infanzia. Patto infermiere cittadino (Internet). Roma: Federazione Nazionale Collegi Infermieri Professionali, Assistenti Sanitari, Vigilatrici d’Infanzia, 1996. (modificato 27 gennaio 20011; consultato 1 luglio 2011).
  2. Bonfant G, Belfanti P, Paternoster G, Grabrielli D, Gaiter AM, Massimo M et al. Clinical risk analysis with failure mode and effect analysis (FMEA) model in a dialysis unit. JNephrol 2010; 23 (01): 111-8.
  3. Joint Commission on Accreditation of Healthcare Organization. Failure mode and effect analysis in health care: proactive risk reduction. Oakbrook Terrace, Illinois, USA: Joint Commission Resources Inc, 2005.
  4. Regione Emilia Romagna, Area di Programma Acreditamento e Qualità. FMEA-FMECA Analisi dei modi di errore/guasto e dei loro effetti nelle organizzazioni sanitarie. Bologna: Regione Emilia Romagna, 2002.
  5. Caminati A, Di Denia P, Mazzoni R. (A cura di). Risk Management. Manuale teorico-pratico per le professioni dell'assistenza. Roma: Carocci Faber, 2007.
  6. NCPS – National Center for Patient Safety and Veteran Affairs Department. Safety Assessment Code (SAC) Matrix (Internet). Washington, DC, USA: 2009. (modificato novembre 2009; consultato agosto 2011).