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Congresso 2012 Pasicci

La nutrizione del paziente in trattamento dialitico.
F.Pasticci, A.L.Fantuzzi, M.Pegoraro, M.McCann, G.Bedogni

L’intervento ha presentato un articolo per l’educazione continua in nefrologia apparso sul Journal of Renal Care a gennaio 2012. L’articolo sviluppa la gestione nutrizionale dei pazienti con insufficienza renale cronica  (CKD) in  stadio 5. La malnutrizione è comune fra questi pazienti e ne condiziona la sopravvivenza e la qualità della vita. I pazienti con CKD devono infatti metter in atto profonde modificazioni nella loro dieta abituale e nello stile di vita. È perciò importante  che tutti i membri del team renale collaborino per valutare l’efficacia della dieta e si interfaccino col dietista ogni volta che si renda necessario.  La nutrizione è un aspetto fondamentale nel trattamento dei pazienti al quinto stadio della malattia renale cronica (CKD), sia che siano trattati con emodialisi che con dialisi peritoneale. La malnutrizione è frequente tra questi pazienti e ha effetti sia sulla sopravvivenza che sulla qualità della vita. Scopo di questo lavoro è condividere con tutti i membri del team le basi del trattamento nutrizionale in stadio 5 al fine di migliorare la cura dei pazienti. La malnutrizione calorico-proteica (PEM), o in altre parole, la perdita di massa magra, è in parte dipendente da un aumento del catabolismo proteico ed è comune nei pazienti con CKD in trattamento dialitico. La PEM è solo un aspetto delle sindrome conosciuta come malnutrition–inflammation complex syndrome, nome legato alla associazione tra lo stato infiammatorio cronico e lo stato nutrizionale. Sovrappeso e obesità stanno diventando sempre più comuni nei pazienti in dialisi e alcuni studi hanno mostrato che l’obesità potrebbe essere associata a migliori risultati. La mancanza di un razionale fisiopatologico e l’assenza di trial randomizzati e controllati che abbiano provato che ad un aumento del peso è legata maggiore sopravvivenza, non sostengono modifiche alla pratica attuale. Il dietista renale è la figura centrale nel trattamento nutrizionale dei pazienti con CKD. Il ruolo del dietista è integrare, nella valutazione nutrizionale, la storia medica, gli esami biochimici e la storia dietetica e, successivamente,  sviluppare il piano dietetico tenendo in considerazione attitudini e preferenze del paziente.  In alcuni paesi non è sempre disponibile il dietista renale;  in questo caso è necessario che i consigli dietetici siano dati da dietisti esperti oppure dal nefrologo. Gli infermieri sono in prima linea nella educazione, sostegno, screening e rinforzo al paziente. Essi sono coinvolti nella valutazione di efficacia del trattamento e nel rinforzo delle prescrizioni, compresa quella dietetica. È perciò essenziale che essi comprendano i principi base della nutrizione nel paziente CKD per stimolare la discussone e la comprensione nei pazienti. La parola chiave per un approccio di successo nel lungo processo di adattamento imposto dalla malattia renale è “approccio multidisciplinare”. Infine questo articolo dimostra che le esigenze dei pazienti in emodialisi sono più complessi di quelli trattati con la dialisi peritoneale.