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2009 Nazionale Consagro

L’infermiere nelle campagne di prevenzione della malattie renali ed educazione alla salute
L. Consagro, S. Caricato, A. Di Mezza, M. Gattulli, R. Gravina, R. Iaccarino, A. Pipoli, C. Specchio - S.C. Nefrologia, Dialisi e Trapianto Universitaria, “OO.RR.” Foggia

L’insufficienza Renale Cronica (IRC) sta diventando un problema di salute pubblica sempre più importante e, nei Paesi Occidentali, rappresenta ormai una delle prime cause di morbilità e mortalità nella popolazione adulta. Infatti, il numero dei pazienti affetti da IRC è in costante incremento: si stima che nella popolazione adulta circa 1 individuo ogni 10 sia affetto da IRC moderata. In Europa oltre 7 milioni di persone sono affette da IRC; circa trecentomila sono già in terapia sostitutiva con dialisi o trapianto e questo numero aumenta costantemente ogni anno. In Italia il problema è largamente sottovalutato dagli Enti Governativi, nonostante la spesa sanitaria nazionale per pazienti in dialisi, superi di gran lunga il costo dei trattamenti oncologici. In Puglia sono oltre 3.000 le persone che vivono grazie alla dialisi o al trapianto di rene, mentre sono stimate tra le 160.000 e le 190.000 le persone che hanno una malattia renale che potrebbe aggravarsi nel tempo e progredire verso l’uremia terminale. Le conoscenze scientifiche raggiunte nel campo delle patologie renali hanno dimostrato che oggi è possibile rallentare la progressione del danno renale verso l’insufficienza renale terminale. Per far ciò è indispensabile individuare i soggetti a rischio di sviluppo di malattie renali e la presenza di fattori che facilitano la progressione del danno renale mediante programmi di prevenzione da attuare sul territorio. Ciò è possibile grazie alla medicina preventiva e alla sanità pubblica che hanno come obiettivi la prevenzione di specifiche malattie e la promozione della salute, obiettivi raggiungibili attraverso l’applicazione di metodi epidemiologici. Bisogna considerare che in un’epoca di razionalizzazione della spesa sanitaria e di incremento dei bisogni sanitari, i metodi epidemiologici sono indispensabili anche per valutare gli effetti delle cure mediche in termini di analisi costi-efficacia e costi-benefici. Il ritardo d’invio al nefrologo del paziente nefropatico (“late referral”: LR) rappresenta un modello interessante in una logica di epidemiologia orientata ad intervenire più che a descrivere. Infatti, l’indicatore LR, che rappresenta un fattore di rischio importante per lo sviluppo degli “outcome” renali e, quindi, di una quota evitabile dei costi relativi all’insufficienza renale terminale (40% dei quali per ospedalizzazione) - esprime un complesso di fattori specificamente legati alle pratiche clinico-assistenziali, che diventano di conseguenza oggetto mirato di approfondimento. Per essere efficace, un sistema di epidemiologia locale delle nefropatie richiede due ambiti di integrazione: produzione dei dati e gestione delle informazioni, entrambi utilizzati a due livelli professionali: 1) tra nefrologi, infermieri e personale dell’epidemiologia regionale/aziendale; 2) tra nefrologi, clinici di specialità complementari e medici di medicina generale, in una logica di gestione integrata di pazienti complessi e ad alto consumo di risorse. Pertanto, urge la necessità di minimizzare il numero di pazienti che sviluppa IRC attraverso un trattamento più efficace e mirato delle nefropatie, identificando i target terapeutici. Nell’ambito dei programmi di prevenzione, la professione infermieristica vede la propria ragione d’essere nella capacità di dare risposte adeguate ai bisogni di salute delle persone, sia in ambito di rapporti con il singolo individuo, che in quelli con la comunità (scuola, famiglia). Infatti, la professione infermieristica assume un suo ruolo all’interno del servizio sanitario primariamente e preventivamente nell’educazione alla salute, intesa come benessere globale della persona, secondo la nota definizione dell’OMS; in funzione di ciò, l’impegno professionale è diretto al coinvolgimento dei propri assistiti a riappropriarsi del diritto-dovere di essere i primi responsabili della propria salute. La comunicazione interpersonale infermiere/paziente costituisce lo strumento indispensabile per acquisire i dati necessari all’individuazione dei bisogni di salute delle persone e per attuare, di conseguenza, gli interventi più opportuni. L’infermiere, quindi, nell’ambito delle ricerche epidemiologiche, svolge attività a diversi livelli, a partire dalla raccolta dati. La raccolta dati può avvenire attraverso un’intervista diretta al paziente oppure attraverso l’individuazione degli stessi sulla cartella clinica, sulla cartella infermieristica o su altra documentazione scritta. La raccolta dati può avvenire anche mediante consultazione di database in rete. Tutte le informazioni raccolte possono poi, essere registrate in programmi appositamente approntati che permettono, successivamente, una più facile analisi dei dati stessi. Proprio per favorire diagnosi e cure precoci e ridurre il numero di coloro che ogni anno necessitano di un trattamento sostitutivo della funzione renale, abbiamo elaborato e realizzato un progetto per la prevenzione delle malattie renali sul nostro territorio nella popolazione dauna. Questo ha significato mettere in atto un programma di interventi per riconoscere precocemente l’instaurarsi della malattia, rallentarne l’evoluzione, prevenire l’insorgenza delle complicanze correlate. Il programma è portato avanti da medici specialisti nefrologi e da infermieri, in modo concordato e sulla base di linee di intervento e terapie riconosciute appropriate ed efficaci con lo scopo di: prevenire le malattie renali; migliorare le condizioni di salute e la qualità della vita dei pazienti già affetti da malattie renali e dei loro familiari; migliorare le condizioni di vita dei dializzati facilitandone il reinserimento nella loro famiglia e nella vita sociale (incluse le possibilità di spostamenti tra i diversi Centri di dialisi); promuovere nella popolazione la donazione degli organi a scopo di trapianto; potenziare i trapianti renali; migliorare lo stato di benessere dei pazienti trapiantati. In queste attività sono state coinvolte:

  • Le aziende Sanitarie Locali e l’Azienda Ospedaliero-Universitaria “OO.RR.” Foggia.
  • Le Strutture Nefrologiche afferenti al Dipartimento Interaziendale per l’Assistenza in Nefrologia, Dialisi e Trapianto di Rene (DIAN) per la parte assistenziale.
  • Le Associazioni di Volontariato AIDO, AVIS, ASPNAT Onlus (Associazione per lo Studio e la Prevenzione delle Nefropatie alto Tavoliere), FIR (Fondazione Italiana Rene) per la sensibilizzazione sulla problematica.
  • Le emittenti televisive locali e le testate giornalistiche che hanno assicurato il supporto per la continuità e la capillarità dell'informazione e per la segnalazione degli eventi.

Le attività svolte nel corso degli anni nelle campagne di prevenzione delle malattie renali sul nostro territorio sono state diverse, dalle semplici attività divulgative a quelle scientifiche fino a quelle cliniche. L’attività divulgativa ed informativa è stata svolta con diffusione di depliants sulla prevenzione delle malattie renali presso Centri Commerciali, ipermercati, uffici postali, dopolavoro aziendali, Farmacie e nelle Piazze dei diversi Comuni della Provincia ed altri luoghi di grande affluenza; inoltre, sono stati effettuati incontri di sensibilizzazione con studenti degli Istituti Scolastici di II grado. Per invitare la popolazione a partecipare a questi eventi è stata fatta una capillare pubblicità dell’evento attraverso la stampa, mezzi radiofonici e televisivi locali e regionali e la divulgazione di volantini pubblicitari. In tali occasioni, oltre alla distribuzione degli opuscoli informativi, personale infermieristico volontario ha provveduto alla misurazione gratuita della Pressione Arteriosa, all’esecuzione di un test di primo livello, quale il Micral-test, per l’individuazione di microalbuminuria, marcatore precoce di danno renale. Contemporaneamente è stato somministrato un questionario finalizzato ad individuare eventuali fattori di rischio per presenza e/o sviluppo di malattie renali. Inoltre, è stata potenziata l’attività clinica mediante l’esecuzione di visite specialistiche nefrologiche presso gli ambulatori distrettuali e/o ospedalieri delle Aziende USL con accesso diretto gratuito per superare la difficoltà di partecipazione dei cittadini più anziani e di adesioni soprattutto dei soggetti asintomatici. Al fine di aumentare la sensibilizzazione sono stati organizzati eventi scientifici/confronto tra specialisti Nefrologi, Medici di Medicina Generale e pazienti dializzati con giornate dedicate al paziente dializzato. Infine, nel corso degli anni, sono state organizzate diverse manifestazioni non agonistiche per la diffusione della pratica dell’attività fisica al fine di sensibilizzare la popolazione a partecipare al programma di prevenzione e ad adottare uno stile di vita sano quali:

  • “Pedalata per la Salute” ,
  • “Week- end della salute”,
  • “Buoni propositi… in corsa”,
  • “Malattie Renali e attività fisica”,
nonché convenzioni con palestre locali a favore dei pazienti dializzati e distribuzione di depliants informativi sui benefici dell’esercizio fisico per la prevenzione delle malattie renali. In conclusione, le nostre esperienze hanno dimostrato che un buon programma di informazione e prevenzione nell’ambito delle malattie renali deve avere come finalità quella di portare ad una buona conoscenza e ad una diagnosi precoce delle stesse e, di conseguenza, a ridurre il riferimento tardivo del paziente nefropatico al nefrologo oltre che una buona gestione delle complicanze delle malattie renali. Inoltre, abbiamo dimostrato che, per una buona attuazione di questi programmi di prevenzione e gestione, è fondamentale un lavoro di équipe “team-work” che vede coinvolte diverse professionalità socio-sanitarie (medico, infermiere, tecnico) ognuna delle quali ha delle proprie peculiarità che devono essere utilizzate per raggiungere lo stesso obiettivo: la Salute Pubblica.

 

Bibliografia

  1. Vitullo F, Sorrentino GC, Casino FG, Annona C: Epidemiologia clinico-assistenziale delle nefropatie croniche. GIN 18,169-175, 2001
  2. Malattie del rene e delle vie urinarie. Autori: Schena – Selvaggi
  3. Approccio cardiovascolare globale al paziente iperteso. Autori: Borghi – Grassi – Parati – Taddei. Edito da: Primula
  4. Carpineta S. La comunicazione infermiere-paziente. Autore: La nuova Italia scientifica. Edito da: Urbino
  5. Linderberg, J.B, Hunter, M.L, Kruszewswy, A.Z. Assistenza infermieristica centrata sulla persona. Firenze: Uses Edizione scientifica
  6. La nefropatia diabetica: diagnosi, prevenzione, terapia. C. Lepore 2003. Da: www.sing.it
  7. Conoscere l’insufficienza renale. Servizio Sanitario Regionale Emilia Romagna. Edizione 2004. Dal sito: www.saluter.it