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2009 Nazionale Napoletano

Epidemiologia delle patologie renali: dagli studi internazionali al proprio distretto
Napoletano, A. Ciuccarelli*, I. Tuia*, R. Iacono, R. Polci, Imperato, S. Zolla*, S. Feriozzi
UOC Nefrologia e Dialisi, *Laboratorio Analisi, Civita Castellana, AUSL Viterbo 

La malattia renale cronica (MRC) rappresenta un problema sconosciuto nella popolazione generale. Si stima che 1 individuo su 10 abbia un grado di insufficienza renale moderata. Il filtrato glomerulare (VFG) viene considerato il metodo migliore per valutare la funzionalità renale. Secondo le linee guida K-DOQI un FG <60/ml/min/1,73m2 persistente da almeno 3 mesi, indica una presenza di malattia renale. Numerosi studi epidemiologici hanno evidenziato nella popolazione generale una riduzione del FG di grado lieve moderato. Questo sarebbe inoltre indicatore di prognosi cardiovascolare sfavorevole. Studi effettuati negli USA nel periodo 1999-2004 hanno evidenziato un 17% di individui con MRC. In Europa i dati relativi alla città olandese di Groningen, evidenziano una prevalenza del 12%. In Italia non vi sono dati precisi a riguardo. Con lo scopo di censire i pazienti (pz) affetti da insufficienza renale cronica (IRC) nel nostro distretto, abbiamo valutato i soggetti con Sc elevata afferenti alla struttura sanitaria. Con la collaborazione del laboratorio analisi, attraverso un sistema informatico, sono stati registrati tutti i valori di Sc superiori a 1,5 mg/dl e attivata di una campagna di divulgazione, rivolta ai medici di base,attraverso un breve messaggio di allerta che compariva nel referto stampato dal laboratorio per Sc >1,5 mg/dl. Sono state registrate le prime visite ambulatoriali, come indice indiretto della efficacia della nostra campagna informativa. L’analisi dei dati ha mostrato una sostanziale stabilità sia del numero dei pz totali con Sc >1,5 mg/dl afferenti al laboratorio, sia dei pz ambulatoriali conosciuti. E' stato evidenziato un incremento del numero dei pz ambulatoriali sconosciuti che non si sono rivolti al nostro ambulatorio, associato ad un incremento progressivo del numero delle prime visite ambulatoriali. I nostri dati indicano che persiste un certo numero di pz sconosciuti con IRC che non afferiscono al centro e alimentano il late referral. Tuttavia, il progressivo incremento del numero delle visite ambulatoriali costituisce uno stimolo per proseguire la campagna informativa e l’osservazione del fenomeno nel tempo. Attualmente è in atto per la determinazione corretta del VFG, attraverso la stima con l'equazione MDRD . A questo si affianca la determinazione della creatinina sierica con il metodo enzimatico e il confronto dei dati ottenuti con il classico Jaffè. Sono stati presi in considerazione 3277 sieri in cui i valori di Crs sono stati determinati sia con il metodo Jaffè che con il metodo enzimatico. Al fine di una valutazione più precisa, i valori di Crs sono state distribuiti in 5 fasce (da valori di Crs di 0,6 a >3 mg/dl) per poter permettere un confronto con le diverse metodiche. I dati ricavati hanno rilevato che: il 22,5% dei pz individuati con Crs tra 1,2-1,7 mg/dl con il metodo Jaffè, si riducevano al 12% con MDRD (rispettivamente 736 campioni vs 393 del MDRD). Nella fascia dei valori di Crs 1,8-2,0 mg/dl il 2,95 delle determinazioni con il metodo Jaffè si riduceva la 2,2% del MDRD (94 determinazioni vs 72). I limiti di questa osservazione sono dati dal fatto che le determinazioni dovrebbero essere affiancate da valori di proteinuria, che potrebbero identificare una MRC. L'impossibilità di identificare e seguire i pz osservati nelle determinazioni pone comunque il problema di una sovrastima del metodo MDRD per valori di FG > 60 ml/min