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2011 Nazionale Parisotto

Punzione dell'accesso vascolare: uno studio sull'attuale pratica clinica
Maria Teresa Parisotto1, Andreja Furlan1, Aleksandra Skinder1, Daniele Marcelli1, Volker Schoder2, Adelheid Gauly2
1Fresenius Medical Care, NephroCare Coordination, Bad Homburg, Germany. 2Fresenius Medical Care, Clinical Research, Bad Homburg, Germany.

Sommario:

Introduzione:

la gestione dell'accesso vascolare è un fattore essenziale, cheinfluenza morbilità e mortalità nei pazienti emodializzati. La gestione dell'accesso vascolare comprende il confezionamento, il monitoraggio e l'utilizzo dello stesso ai fini del trattamento dialitico. La punzione dell'accesso vascolare è soggetta a pratiche diverse; ciononostante, vi è una enorme carenza di informazioni in merito alla modalità di esecuzione della punzione.

Obiettivi:

lo studio si prefiggeva l'obiettivo di ottenere una panoramica delletecniche di punzione dell'accesso vascolare adottate nella pratica clinica, sulla base di un vasto campione di pazienti provenienti da diversi centri dialisi e da diversi Paesi.

Metodi:

il presente studio multicentrico osservazionale trasversaleinternazionale è stato condotto in 171 Centri dialisi di un grande network dislocati in nove Paesi europei e in Sudafrica. Attraverso un questionario di 24 domande, che ha consentito la documentazione relativa alla punzione della fistola per ciascun paziente, sono stati documentati modelli di pratica clinica in pazienti con fistola arterovenosa nativa o protesica (graft) sottoposti a emodialisi a doppio ago emodialisi standard ed emodiafiltrazione online.

Risultati:

nel mese di aprile 2009 è stata documentata la pratica di punzionedell'accesso vascolare relativa a 10.807 pazienti emodializzati. Dei pazienti arruolati nello studio, il 91% era portatore di fistola arterovenosa nativa e il 9% protesica (graft). Per la punzione, è stata adottata prevalentemente la tecnica cosiddetta "ad area" (con rotazione del sito di puntura nell'ambito di un'area limitata) utilizzando, nella maggior parte dei casi, aghi di calibro 15 G e 16 G. La velocità del flusso ematico era prevalentemente impostata tra 300 e 400 ml/min e regolata in base al calibro degli aghi utilizzati. Mentre la velocità di flusso ematico <400 ml/min è stata utilizzata prevalentemente con aghi da 15 G e 16 G, il flusso ematico superiore a 400 ml/min è stato utilizzato unicamente associato ad aghi di calibro 14 G o 15 G. Nel 63% dei casi, il posizionamento dell'ago arterioso è stato anterogrado, ossia nella direzione del flusso ematico. Più di due terzi delle punzioni sono state eseguite da personale infermieristico con più di 5 anni di esperienza nel campo della dialisi.

Conclusioni/Applicazioni pratiche:

il presente studio, che copre un ampionumero di Paesi e Centri, fornisce informazioni sulla pratica attualmente applicata per la punzione dell'accesso vascolare su un vasto campione di pazienti, nonché sull'ottemperanza alle linee guida e alle raccomandazioni in materia. Tali informazioni si rivelano un utile feedback per i Centri dialisi finalizzato ad un processo di miglioramento continuo della qualità.