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2011 Nazionale Dalpra

L’educazione terapeutica in dialisi peritoneale. Esperienza del Servizio di Dialisi Peritoneale di Trento
A. Dalprà, L. Giovannini, F. Fratton - Trento

L’educazione terapeutica, come sottolineato dal Codice Deontologico dell’infermiere all’articolo 2, è una competenza infermieristica e non si limita ad insegnare, istruire, informare, consigliare, persuadere, ma è un arte che aiuta gli adulti ad apprendere, ad imparare, ma soprattutto motiva la persona a cambiare. Come sappiamo l’educazione terapeutica è l’arte di seguire il paziente cronico nel percorso che va dalla diagnosi della malattia, all’accettazione della terapia. Infatti la persona affetta da patologia cronica è la protagonista della sua cura e nel tempo stesso si devono creare le condizioni migliori perché aderisca a questo ruolo. Esiste sempre una maggiore consapevolezza della malattia che si tramuta in una crescente richiesta di informazione da parte dell’utente. Nella Provincia Autonoma di Trento attualmente ci sono 30 pazienti in dialisi peritoneale, terapia sostitutiva dell’insufficienza renale cronica e ultimo atto di un lungo percorso affrontato dall’utente. Questo numero è destinato ad aumentare, visto l’aumento della patologia renale. Il paziente è consapevole che la cura della malattia fatta con la dialisi peritoneale a domicilio è in gran parte nelle sue stesse mani, è il protagonista dell’autocontrollo ed i sanitari possono solo fornire informazioni, consigli e rafforzarne le motivazioni. Infatti l’educazione terapeutica si tramuta in percorsi che possono coinvolgere il paziente nell’enpowerment: cioè delega del potere di autocura al paziente. In dialisi peritoneale di Trento il percorso intrapreso per motivare il paziente a divenire il protagonista della sua autocura inizia già agli stadi iniziali dell’insufficienza renale con un colloquio informativo e strutturato sulla metodica dialitica domiciliare. Tale colloquio ci permette già una prima valutazione del paziente sulla sua motivazione, sul bisogno di conoscenza, sul ruolo della sua esperienza nonché sulle sue capacità manuali e sull’eventuale supporto famigliare. Dopo l’inserimento del catetere peritoneale, il paziente inizia un percorso di apprendimento, il cui scopo è la corretta gestione della dialisi peritoneale, la prevenzione e il riconoscimento delle sue principali complicanze. Durante questa fase viene utilizzato il materiale educativo prodotto dal team infermieristico della dialisi peritoneale, composto da schede ed adiuvato da fotografie rispetto alla maggior parte dei centri di dialisi peritoneale dove viene utilizzato frequentemente il materiale prodotto dalla ditte (Bordin et al. 2007). È un percorso in continuum con il paziente che prosegue dopo la fine dell’addestramento con le visite domiciliari di follow-up contribuendo così a migliorare la qualità di vita dei malati e delle loro famiglie, aumentando il controllo clinico dei malati riducendone le complicanze, contenendo le spese dell’assistenza sanitaria, come sottolineato da alcuni studi. Si è visto infatti che nei centri dove si effettuavano visite domiciliari risulta esserci un incidenza di peritoniti più bassa, soprattutto se le visite sono fatte periodicamente con scadenze regolari (Bordin et al. 2007).