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2011 Nazionale Stefani

LA DONAZIONE ED IL PROCUREMENT D’ORGANI: DIRETTIVE NAZIONALI ED ATTIVITA’ LOCALI
Stefania Stefani - Scienze Infermieristiche Ufficio Coordinamento Donazione Organi e Tessuti Ausl Viterbo

“E’ ormai un cliché dire che il nostro mondo evolve rapidamente, ed esige, negli esseri umani, uno sforzo di adattamento costante.” Questa frase, scritta nel primo capitolo del libro “Essere infermiera” da Evelyn Adam, ben nel 1979, ci ha colpito perché la sentiamo più che mai attuale e pregnante rispetto l’argomento che andiamo a trattare. Viviamo in una società, in cui noi tutti operatori della sanità, perseguiamo un fine comune: la conservazione e il miglioramento dello stato di benessere e di salute. Negli ultimi anni una intensa trasformazione tecnologica ed organizzativa ha modificato in modo sostanziale l'apporto delle risorse umane ai processi aziendali. Le aziende sanitarie, in particolar modo, sono state investite da una serie di dinamiche, riconducibili a pressioni ambientali esterne (cambiamento istituzionale, modifica del quadro normativo, dinamiche socio-economiche, progresso scientifico ed innovazione tecnologica) che hanno inciso significativamente sulle caratteristiche gestionali ed organizzative e ne hanno influenzato il processo di evoluzione. Oggi queste aziende sono coinvolte in processi di cambiamento molto profondi che determinano l'esigenza di riprogettare l'assetto organizzativo delle aziende, in tutte le loro componenti (dalla struttura organizzativa, ai meccanismi operativi al sistema delle competenze e dei valori). Il ruolo degli operatori sanitari nell'organizzazione è cambiato: agli individui non è richiesto più un contributo fisico, da "prestatori d'opera”, ma una capacità culturale, intellettuale e professionale qualificata, da “prestatori d'intelligenza”, tale da favorire un comportamento innovativo e maggiormente flessibile delle “imprese” di appartenenza. In un tale contesto, le competenze degli individui all'interno delle organizzazioni diventano sempre più uno dei principali fattori competitivi influenzando in modo diretto e determinante le prestazioni aziendali. Il legame tra competenze individuali e prestazioni è particolarmente critico per tutte quelle aziende ad alta intensità di conoscenza, che utilizzano queste conoscenze altamente specializzate quali input nei propri processi di produzione e/od "erogazione". La rete donazione e trapianto, entra proprio in questo contesto, essa presidia capillarmente tutto il processo, ma lo fa in modo professionalizzante rispetto alle competenze che in esso operano. Con queste premesse l’attività di donazione di organi e tessuti, di per sé multifasica-multidisciplinare, ad elevata intensità di conoscenza, trova necessariamente una sintesi organizzativa e clinico-epidemiologica nel coordinamento aziendale (LEGGE 1 APRILE 1999 n° 91 Disposizioni in materia di prelievi e di trapianti di organi e tessuti) ieri, e oggi nel coordinamento ospedaliero (Conferenza stato regioni 10 febbraio 2011) ultimo livello della rete trapiantologica, punto d’ arrivo ma anche punto di partenza della gestione del percorso donativo. Raccogliendo l’esperienza europea ed extraeuropea e recependo le raccomandazioni del Consiglio d’Europa, l’Italia è riuscita ad strutturare un sistema a rete , su quattro livelli istituiti ATTRAVERSO LA LEGGE QUADRO 91/99:

  1. Livello di Coordinamento Nazionale;
  2. Livello di Coordinamento Interregionale;
  3. Livello di Coordinamento Regionale;
  4. Livello di Coordinamento Locale.

Livello di Coordinamento Nazionale CNT:

denominato CNT, ormai con 12anni di esperienza, è l’organo tecnico del Ministero della Salute ha una struttura interna composta da diverse professionalità medici, infermieri,esperti di comunicazione ed informatici. Il centro ha sede presso l’ISS,è composto dal presidente, lo stesso presidente ISS,dal direttore CNT,nominato direttamente dal Ministro della sanità, e dagli altri 3 rappresentanti interregionali e regionali designati dalla conferenza stato-regioni e nominati con decreto ministeriale. Completa la struttura organizzativa CNT la Consulta Permanente per i trapianti (art.9 L.91/99),composta dal presidente ISS, dal direttore CNT, dai coordinatori centri interregionalie regionali, da tre esperti in materia e da tre rappresentanti delle associazioni volontariato e dei pazienti con rappresentanza nazionale che operano nel settore trapianti e promozione della donazione. Pur non modificando la rete operativa preesistente,che si avvaleva delle reti interregionali, già molto consolidate nel tempo, NITp 1976, CCST e il sud Italian Transplant 1987,AIRT 1989,e nel 1998 OCST in cui confluì CCST e SIT. L’attività donazione era molto disomogenea tra nord, centro e sud, ad oggi vi è un buon livellamento con una notevole riduzione della forbice (Nord 24,4 donatori utilizzati pmp, Centro 21,5pmp, Sud e Isole 11,5 pmp/ anno 2009) ma passa in senso nazionale dai 5,8 donatori utilizzati 1992 al 14,2 pmp 1999 agli attuali 18,1 2010 raggiungendo un apice 2006 dei 20,0 pmp. Le funzioni risultano nell’individuare strategie di attuazione delle normative, su strutture e processi di controllo sulle procedure predisposte dalla Consulta, organo tecnico-operativo (artic.8 L.91/99).

Livello di Coordinamento interregionale CIR:

attualmente sono tre(artic.10 L.91/99) NITp (Friuli, Liguria, Lombardia, Marche, Veneto, prov autonoma Trento); AIRT (Piemonte,Valle d’Aosta,Toscana,Emilia-Romagna,Puglia, prov autonoma Bolzano); OCST (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Molise, Sardegna, Sicilia, Umbria). Agiscono regime H24 gestione in tempo reale delle procedure di donazione e allocazione di organi per i programmi ad esso allegati (pediatrici, urgenza, anticipo, restituzioni, viventi, stero, eccedenze, particolari riceventi es. iperimmuni).

Livello di Coordinamento regionale CRT:

19 centri regionali (artic.10L.91/99),che garantiscono l’operatività e l’organizzazione H24 per pianificazione monitoraggi,qualità- sicurezza,verifica e valutazione, gestione del rischio clinico in tempo reale,formazione e rapporti istituzionali con strutture coinvolte nel processo dalla segnalazione alla consegna dell’organo,dalla rianimazione ai centri trapianti ai centri interregionali.

Livello di Coordinamento ospedalieri:

vengono istituiti con art 7 coma 1L.91/99 in ogni ospedale centro di prelievo, cambiano denominazione con la nuova normativa Conferenza Stato-Regione 11 febbraio 2011,e le regioni li individuano secondo volume e caratteristiche delle aziende sanitarie . Il coordinatore locale è un medico con esperienza, nominato direttore generale con incarico quinquennale (artic.12 L.91/99), individua percorsi atti a migliorare la donazione che non è solo procurement; lavora per la cultura della donazione, informando e formando e gli operatori e la popolazione; assiste le famiglie dal momento del lutto. Può avvalersi, viene sostituito da necessita la presenza di personale infermieristico e di supporto segretariale, è un gruppo, non solo coordinatore, ma coordinamento. I coordinamenti devono essere in staff alla direzione Sanitaria. L’operatività medica ed infermieristica di coordinamento avviene simultaneamente in forma integrata orizzontale e non gerarchicamente subordinata e in entrambi i casi al più alto livello per quanto concerne la specificità e la professionalità. Grande competenze non solo cliniche,chirurgiche ed immunologiche, ma anche logistiche, che debbono integrarsi le une con le altre andando a creare una perfetta armonia. In questo scenario che delinea e stabilisce una nuova dimensione della professione infermieristica, si riconferma l’importanza dell’esperienza, dell’intuizione e della creatività che viaggia di pari passo con il più radicato approccio clinico, basato sulle evidenze. Con queste premesse e in questo contesto è indispensabile la massima integrazione tra il coordinamento e le componenti aziendali comunque coinvolte nel processo donativo che per le mutate caratteristiche epidemiologiche e per l’introduzione di nuove tecniche terapeutiche vedono ampliare le U.U.O.O. coinvolte (es. stroke unit) o consulenti specialisti (es. infettivologi) e contemporaneamente tra azienda sanitaria e macrosistema rete trapiantologica al fine di garantire la massima garanzia operativa possibile in termini di efficienza e di efficacia, qualità-sicurezza.