Stampa

2011 Nazionale Portaluppi

Ethikos:
L’infermiere e il trapianto di rene da vivente. La libertà di una scelta tra dilemma etico, priorità e sentenze.
V. Portaluppi - CPS Infermiere Struttura Universitaria Nefrologia-Trapianto Cattedra di Nefrologia. Direttore Prof. Piero Stratta. Azienda Ospedaliera - Universitaria “Maggiore della Carità”, Novara

Il dizionario della lingua italiana definisce “dono”, quanto viene dato per pura liberalità, per concessione disinteressata o per abnegazione. La più comune concezione del dono è accompagnata dalle nozioni di generosità e di gratuità. Gran parte di ciò che, nel corso del Novecento, è stato detto sul tema del dono trae la sua fonte da Saggio sul dono, scritto da un sociologo francese, Marcel Mauss nel 1924. Non sono gli oggetti a circolare, dice Mauss, anche lo spirito del donatore viaggia insieme al dono, dando così vita ad un legame tra gli individui che va ben al di la del puro scambio economico. A volte, scegliere un regalo può essere difficile e donare qualcosa di noi stessi ancora di più. Oltre al processo di evoluzione professionale e alle disposizioni legislative relative al sistema sanitario, il Codice Deontologico rappresenta una coordinata fondamentale che può orientare l’attività di assistenza infermieristica in maniera da risultare non solo tecnicamente avanzata, ma anche consapevole, responsabile, etica. Il Codice Deontologico è l’esposizione sotto forma di articoli dei contenuti della deontologia professionale. Attraverso il Codice, il gruppo dei professionisti sottoscrive un patto ideale con la società, una “promessa” nei confronti dei cittadini di operare al meglio nel loro interesse. Il Codice Deontologico degli Infermieri, da sempre si occupa di etica e trapianti. Il nuovo Codice Deontologico degli Infermieri del 2009, al Capo II art 8 afferma che: L’Infermiere, nel caso di conflitti determinati da diverse visioni etiche, si impegna a trovare la soluzione attraverso il dialogo. Qualora vi fosse e persistesse una richiesta di attività in contrasto con i principi etici della professione e con i propri valori, si avvale della clausola di coscienza, facendosi garante delle prestazioni necessarie per l’incolumità e la vita dell’assistito. Il Capo III art 16 afferma: L’Infermiere si attiva per l’analisi dei dilemmi etici vissuti nell’operatività quotidiana e promuove il ricorso alla consulenza etica, anche al fine di contribuire all’approfondimento della riflessione bioetica. Il Capo IV art 40 afferma: L’Infermiere favorisce l’informazione e l’educazione sulla donazione di sangue, tessuti ed organi quale atto di solidarietà e sostiene le persone coinvolte nel donare e nel ricevere. La preparazione etica, quindi non è un lusso per un infermiere, ma parte integrante del suo sapere, al punto che gli è richiesto non solo di riconoscere i dilemmi morali, ma di attivarsi per la loro analisi. Il termine “deontologia”, fu coniato da Jeremy Bentham nel 1834: deriva da “to deon” che si può tradurre ragionevolmente come “ciò che deve essere e che si deve fare”. Quale valenza terapeutica può avere il prelievo di un proprio rene sano, a beneficio di un congiunto che ha i propri irrimediabilmente malati? E’ necessario interrogarsi sulle reali convinzioni del donatore, quali sono stati i motivi alla base della sua decisione e come questi devono essere valutati. Il donatore, pone nuovi dilemmi etici. Una persona sana che si fa “malata” e quindi corre dei rischi legati alle procedure chirurgiche per donare una parte di se. Nel trapianto da vivente deve in primis essere rispettato il principio di autonomia e la decisione di donare il rene deve maturare come scelta libera e consapevole. Gli operatori sanitari hanno il dovere di fornire tutte le informazioni disponibili sui rischi della donazione e di richiedere il consenso informato anche al ricevente. Tuttavia, il consenso è veramente libero quando, come nella maggioranza dei casi, la donazione riguarda l’ambito familiare e sono quindi inevitabili le pressioni affettive e morali? L’etica, non può riconoscere autorità “esterne” ma solo l’autorità della ragione, ovvero può soltanto ricorrere all’argomentazione razionale per sostenere una determinata posizione morale difendendola come migliore o più convincente di altre. Per agire responsabilmente occorre in primo luogo comprendere la situazione, chiedersi che cosa stia accadendo, comprendere i valori in gioco, capire quali siano gli interessi e i bisogni di coloro che ne sono coinvolti. Significa infine decidere, sapendo che la decisione migliore può a volte essere soltanto quella meno sbagliata, quella che causa meno danni e che dunque ha l’inevitabile costo di perdite o di compromessi. Oggi la donazione da vivente è vista positivamente. Le testimonianze non mancano: il fratello che dona il rene alla sorella, la madre che dona al figlio e così via. La realtà è un po’ diversa e un po’ più prosaica. Di fronte ad una madre che vuole donare il rene ad uno dei due figli affetti dalla stessa patologia, quale lettura risulta più ragionevole? Quella della mamma che vuole donare il rene al primo figlio che si è ammalato? Quella del marito che si oppone? In base a quale criterio si può stabilire che una sia più ragionevole dell’altra? E se non c’è nessun criterio, come scegliere se non imponendo la volontà di qualcuno? E’ evidente che quando si affronta un problema sotto il profilo etico, non è possibile raggiungere una verità assoluta , tanti sono gli aspetti su cui occorre riflettere.

BIBLIOGRAFIA

  1. MAUSS Marcel, Saggio sul dono, Einaudi, 2002
  2. CARSENTI Bruno, l’uomo TOTALE, il Ponte, 2005
  3. LARGHERO Enrico e DONADIO Pier Paolo, I TRAPIANTI tra scienza ed etica, Edizioni Camilliane, 2008
  4. PESSINA Adriano, Bioetica L’uomo sperimentale, Bruno Mondatori, 2000
  5. SPINSANTI Sandro, bioetica e nursing pensare, riflettere, agire, McGraw Hill,2001
  6. CATTORINI Paolo, BIOETICA Metodo ed elementi di base per affrontare problemi clinici, BIBLIOTECA Masson, 2000
  7. SALA Roberta, ETICA E BIOETICA PER L’INFERMIERE, Carocci Faber, 2007
  8. FRY T. Sara e JOHNSTONE Megan-Jane, Etica per la pratica infermieristica Una guida per prendere decisioni etiche, Casa Editrice Ambrosiana, 2004
  9. CALAMANDREI Carlo e D’ADDIO Laura, Commentario al nuovo Codice Deontologico dell’infermiere, McGraw Hill, 1999 Capitoli 1 e 3
  10. PONTICELLI Claudio, Commento: Il trapianto renale da vivente, Giornale italianodi nefrologia Anno 23 No. 4, 2006 Luglio – Agosto
  11. CICCARELLI M. e ZOCCALI C. Linee guida per la valutazione del donatore di rene da vivente Adattate dalle “Ad hoc Clinical Practice Guidelines” della “AmericanSociety of Transplant Physicians”
  12. LARGHERO Enrico, Atti del Convegno I TRAPIANTI TRA SCIENZA ED ETICA Lo stato dell’arte
  13. Atti del VI° Meeting Ospedaliero Coscienza morale del singolo e Deontologia professionale in ospedale, Centro Diocesano per la Pastorale della Salute, Udine2004
  14. Codice Deontologico dell’Infermiere 2009 Federazione Nazionale Collegi IPASVI