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2011 Nazionale Panci

Buone pratiche nella gestione del CVC per emodialisi.
L. Panci, P. Boco - U.O. Nefrologia e Dialisi, Ospedale Alta Val d’Elsa, Azienda USL 7 Siena

Introduzione:

Le infezioni e le trombosi rappresentano importanti complicanze dell’utilizzo dei CVCp per emodialisi. Con l’estensione sempre maggiore di tale accesso vascolare, sicuramente collegato all’aumento dell’età dialitica e all’esaurimento degli accessi vascolari nativi, si è reso necessario valutare l’efficacia del nostro protocollo per la prevenzione delle infezioni e trombosi correlate.

Scopo:

Questo studio nasce dalla necessità di confermare un’ipotesi relativa ad un incremento delle infezioni e modificazioni del funzionamento di tale accesso vascolare. L’aumento numerico, in costante crescita, di pazienti portatori di CVCp, ci ha portato a dover fare un’analisi dei nostri protocolli operativi, e valutarne l’efficacia confrontandoli con molti centri nazionali.

Materiali e Metodi:

Il percorso di studio sulla gestione del CVCp da noi intrapreso, ha stimolato gli operatori implicati nella gestione pratica di tale accesso, alla ricerca di informazioni e approfondimenti  su tale argomento. Le numerose e accurate evidenze scientifiche raccolte e l’analisi dei dati fornitici dalle risposte dei questionari da noi redatti ed inviati ad oltre 50 Centri dialisi nazionali, sono state relazionate e condivise in un audit interno che ha dato inizio al percorso di studio vero e proprio. Abbiamo deciso di condurre uno studio prospettico per due anni, con lo scopo prima di confermare l’apparente aumento delle complicanze, successivamente di valutare se si fosse resa necessaria una revisione dei protocolli operativi e procedure da noi utilizzati.

Risultati:

Analizzando i dati raccolti nel 1° semestre 2008 e nello stesso periodo del 2009 si è potuto rilevare un effettivo incremento del tasso di prevalenza delle infezioni accertate con esame colturale, anche se minimo (da  0,86 infezioni/anno/paz. a 1,06 infezioni/anno/ paz.) dati che comunque si attestano sui valori nazionali. Dall’analisi invece, dei dati raccolti attraverso le risposte dei questionari  pervenuti è  emerso che le procedure adottate nella gestione del CVCp, sono pressoché equivalenti, eccetto che per due punti: la lock therapy e la disinfezione dei terminali. Circa il 50% delle lock-therapy vengono eseguite con Eparina sodica pura, mentre il restante 50% utilizza Citrato di Na, con o senza aggiunta di antibiotico ( gentamicina). Le principali sostanze usate per la disinfezione dei terminali sono risultate l’Ipoclorito di Na e, in minor parte, lo Iodio Povidone. L’ipoclorito di Na è rappresentato da concentrazioni variabili che vanno dal 50% allo 0,5%. Sulla base delle risposte del questionario e, ovviamente, dopo aver consultato le Linee Guida Nazionali, abbiamo effettuato alcune variazioni alle nostre procedure e modalità operative, quali: utilizzo connettore needle-free a circuito chiuso con valvola + siringhe pre-riempite di sol. fisiologica 10cc. per priming cvc; applicazione al bisogno di medicazione antimicrobica a base di clorexidina (BIOPATCH).A questo punto si è reso necessario istituire  un nuovo Protocollo operativo per la gestione del CVCp. Successivamente si è  nuovamente attivato  il nostro processo sperimentale con  le sue fasi  (nuova raccolta dati - analisi dati raccolti e rielaborazione - confronto dati ottenuti con quelli precedenti- valutazione con convalida dei nuovi protocolli, quando evidenziato un esito positivo, o necessità di riattivazione del processo con opportune modifiche, quando l’esito è negativo).  

Conclusioni:

l’analisi dei dati raccolti nel 1° semestre 2010 ha messo in evidenza una sensibile riduzione del tasso di prevalenza delle infezioni (da 1,06 infezioni/anno/paz. a 0,87 infezioni/anno/paz.), ma l’obiettivo a cui si tende, sempre avvalendosi della dinamicità di questo processo scientifico-sperimentale, è quello di ridurre ulteriormente tale tasso di prevalenza. A tale scopo nell’anno in corso abbiamo apportato una nuova modifica al Protocollo Operativo per la medicazione del CVCp (utilizzo di due operatori, anziché uno).