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2010 Nazionale Zito

L’Infermiere Case Manager nel percorso assistenziale dalla cura della malattia alla presa in carico: Ruolo e Funzioni

Maria Pia Zito - Bologna

I modelli di organizzazione dell’assistenza infermieristica sono influenzati dallo scenario della sanità, dalle risposte che l’organizzazione intende dare ai propri utenti, dai valori della professione infermieristica finalizzati a una risposta pertinente ai bisogni specifici dei singoli cittadini e della collettività. Le norme nazionali e regionali che regolano il funzionamento del servizio sanitario richiamano con sempre maggiore frequenza i concetti di qualità, appropriatezza, efficacia, efficienza ed economicità. La crescita dell’aspettativa di vita, l’aumento dell’età media, il prevalere di patologie cronico degenerative apportano l’aumento dei bisogni assistenziali che comportano anche l’aumento delle tecnologie e l’aumento dei regimi di Day Hospital e Day Service. I nuovi paradigmi dal punto di vista sociale, ci mettono davanti a una modifica della percezione di bisogno di cura e di assistenza della popolazione che obbliga il rispetto per le diversità interculturali e le aspettative, in termine di dignità e di libertà della persona, senza dimenticare l’esigenza di considerare e trattare il paziente, come unico essere e non un insieme di parti distinte tra loro. Davanti a noi abbiamo un utente sempre meno “pazienti” e sempre più “esigenti” che ha l’esigenza di coniugare l’applicazione della tecnologia più complicata all’umanizzazione del rapporto quando si trova nella malattia. I pazienti che accedono oggi alle strutture sanitarie richiedono un'assistenza infermieristica caratterizzata dalla continuità, dal passaggio celere e completo d’informazioni tra le U. O. con cui vengono a contatto, dalla conoscenza completa della storia dei pazienti da parte di tutti gli operatori sanitari. Inoltre, avanzano la pretesa legittima di un'organizzazione in grado di adattarsi all’utente e di non spersonalizzarlo con la ripetizione uguale per tutti di manovre meramente tecniche. Queste richieste possono essere soddisfatte solamente con l'utilizzo di modelli organizzativi non meccanici, che consentono di applicare appieno non solo la parte tecnica dell'assistenza infermieristica, ma anche e soprattutto quella metodologica. I modelli odierni devono rispondere prevalentemente alla necessità di utilizzare un minor fabbisogno di risorse professionale a pari o migliore assistenza ricevuta dal paziente. I modelli di più frequente riscontro in letteratura internazionale, sviluppatisi per lo più in Nord America e Inghilterra, sono:

  • team nursing (modello per piccole équipe);
  • primary nursing (modello primario);
  • case management nursing (modello di gestione del caso).

CASE MANAGEMENT
Alla base di questo modello, le cui origini iniziano intorno gli anni 60, risalgono i principi di un’assistenza personalizzata, continua e di alta qualità. Conosciuto come modello di gestione del caso, il case management è da intendersi come primary nursing di secondo livello. Nel modello organizzativo del primary nursing l’attenzione è centrata sull’individualità dell’intero processo d’assistenza, nel case management sul risultato complessivo del percorso clinico assistenziale sviluppato per ogni singola persona. Il case management è comunque un sistema di erogazione dell’assistenza al cittadino. Esso si pone come obiettivo la riduzione dei costi e dei tempi di degenza ma si propone anche di migliorare l’efficacia e l’efficienza dell’assistenza sanitaria, durante tutto l’evento patologico e in qualunque struttura. La metodologia di tale sistema si basa sul coordinamento e l’utilizzo di risorse adeguate, sull’appropriatezza degli interventi e sul monitoraggio dei risultati raggiunti in cui un professionista, (case manager) assume il ruolo di gestore del singolo caso diventando la figura di riferimento per il paziente, i famigliari e altri operatori sanitari con la funzione di spiegare il percorso, garantirne e coordinarne l’applicazione, aiutare a superarne i punti critici. Il Case Manager (ICM) è un professionista che gestisce uno o più casi a lui affidati con un percorso prestabilito, in un contesto spazio-temporale definito. Il ruolo dell’ICM, richiede un elevato livello di professionalità per garantire il coordinamento delle cure lungo un continuum che include la salute, la prevenzione, la fase acuta, la riabilitazione, le cure a lungo termine e quelle erogate negli hospice, sia alla persona che ai gruppi di popolazione. I ruoli di questa figura si riassumono in:

Il ruolo clinico:
consiste nell’applicazione del processo del nursing, quindi valutare i pazienti per individuare i loro problemi reali e potenziali cercando di adattare il piano di assistenza che il case manager ha sviluppato precedentemente insieme al team multidisciplinare, a identificare qualsiasi variazione degli standards previsti e provvedere a risolvere le varianze insieme al team.

Ruolo manageriale:
il case manager ha la responsabilità di facilitare e coordinare l’assistenza dei pazienti durante la loro presa in carico. Egli determina insieme al gruppo interdisciplinare gli obiettivi gestisce e guida l’assistenza pianificando il trattamento per soddisfare i bisogni dei pazienti e delle loro famiglie. Ruolo finanziario: egli raccoglie informazioni sui DRG che tratta, ne stima le variazioni e agisce per controllare e contenere le spese. Il case manager ha anche una importante funzione di educatore sia nei confronti dell’equipe assistenziale sia nei confronti del paziente e della sua famiglia. Quindi:

  • Valuta i bisogni formativi dell’equipe assistenziale e assiste il gruppo infermieristico nello sviluppo di protocolli e linee guida,
  • Fornisce al paziente e alla famiglia informazioni basilari per affrontare la malattia e per mettere in atto i nuovi comportamenti che sono necessari. Egli contribuisce a migliorare la qualità di vita del paziente che affronta l’esperienza della malattia, rilevando e sviluppando le capacità residue al fine di aumentarne l’autonomia ed evidenziando i bisogni dei pazienti secondo un ordine di priorità.
  • Promuove, elabora, applica e valuta programmi di Educazione Terapeutica organizzando e costruendo strumenti comuni per favorire e facilitare gli interventi dell’équipe in ambito educativo, la valutazione e la ricerca (cartella educativa).
  • Sensibilizza i colleghi, gli studenti a promuovere un’attenta politica di educazione del paziente nell’assistenza e promuovere o condurre ricerche nel campo dell’educazione terapeutica.
  • Facilita la comunicazione e l’integrazione tra i vari membri del team interdisciplinare

Nella logica gestionale dell’U.O la figura dell’Infermiere Case Manager rientra a pieno credito nell’ottica del lavoro in equipe dove, nel rispetto delle singole professionalità, tutti operano per obiettivi condivisi al fine di garantire la migliore qualità di vita alla persona in trattamento dialitico di cui il team si fa carico.

Zito Maria Pia
Infermiere Case Manager
Day Service Peritoneale
Policlinico Universitario
S.Orsola-Malpighi- Bologna
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Bibliografia

  1. Agostini S., “L’Infermiere case Manager in salute mentale” Atti seminario “L’infermiere Case Manager e il team multi professionale” Ospedale Bellaria Bologna 23 maggio 2008.
  2. British Medical Journal, 1998 - bmj.com
  3. Case Management Society of America, 1993
  4. Conti R.,Nurse Case Manager Roles:Implication for Practice and Education, Nursing Administration Quarterly, 21(1),1996
  5. Conger M.M., Integration of the Clinical Nurse Specialist into the Nurse Case Manager Role, NursinCase Ma