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Vaccaro-2008-p08

 


TRAPIANTO RENALE… LA VITA OLTRE LA MALATTIA! 

 R. Vaccaro
U.O.C. NEFROLOGIA E DIALISI - ASL TO 3 OSPEDALE DI RIVOLI - 


Il trapianto renale rappresenta una possibilità di porre rimedio alla perdita della funzione renale dei reni nativi, cioè quando la terapia medica non è più sufficiente ad aiutare i reni malati a garantire un’adeguata depurazione dell’organismo. I pazienti in insufficienza renale terminale e che vengono sottoposti a trattamento dialitico (emodialisi, dialisi peritoneale) possono CONTEMPORANEAMENTE effettuare gli accertamenti necessari per valutare l’idoneità al trapianto renale ed iscriversi pertanto in LISTA DI ATTESA per TRAPIANTO da donatore cadavere.

Prima di approfondire l’argomento, facciamo riferimento ad alcuni CENNI STORICI:

  1. 1902 PRIMO TRAPIANTO DI RENE sperimentale eseguito da un chirurgo austriaco Ulmann su di un cane
  2. 1946 furono tre giovani chirurghi statunitensi che realizzarono un trapianto di rene in una donna affetta da insufficienza renale acuta
  3. 1954 Murrey realizzò il primo trapianto renale tra gemelli monozigote (a Boston) e per la prima volta venne alloggiato nella fossa iliaca.

Nonostante questi grandi passi avanti gli episodi di rigetto erano numerosi, e solo grazie all’avvento della terapia immunosoppressiva negli anni ’60-’70 hanno notevolmente ridotto tale rischio.

Il trapianto renale rappresenta ad oggi, il trattamento preferenziale per i pazienti affetti da insufficienza renale cronica in quanto è capace di restituire una normale funzionalità renale e restituire ai pazienti, una vita socialmente produttiva in un’alta percentuale di casi. IL TRAPIANTO  E’ LA  PIU’ COMPLETA TERAPIA SOSTITUTIVA DEL RENE, basta quasi sempre un solo rene per condurre una vita normale. Si esegue con un intervento chirurgico (che ha solitamente una durata variabile tra le 2 e le 4 ore) il quale permette di inserire un rene sano, prelevato da un donatore cadavere o donatore vivente, nella parte anteriore dell’addome del paziente (in sede extraperitoneale).

COME FUNZIONA LA LISTA DI ATTESA?

Non tutti i pazienti possono essere sottoposti a trapianto d’organo. Per poter essere considerati idonei ci si deve sottoporre ad una serie di esami per escludere l’eventuale presenza di eventuali malattie (es. malattie cardiovascolari attive, presenza di tossicodipendenza da droghe e da alcool, psicosi gravi, etc.) che controindichino l’intervento e la terapia antirigetto.
Tuttavia il continuo miglioramento delle tecniche chirurgiche e dei farmaci antirigetto ha permesso di estendere la possibilità di sottoporre con successo a trapianto renale un gran numero di pazienti, anche non più giovani. 
Quando un paziente viene considerato idoneo al trapianto, viene iscritto nella LISTA DI ATTESA presso il Centro Trapianti della propria Regione e in seguito, se vuole anche in altri centri di altre Regioni.
L’immissione in Lista è una fase molto importante di tutto il processo del trapianto renale e passa attraverso tappe successive:

  • Raccolta delle informazioni utili per valutare se il paziente è idoneo al trapianto renale
  • Visita collegiale
  • Prelievo per la tipizzazione tissutale

Successivamente all’immissione è prevista una revisione ogni 5 anni per i pazienti con età >a 55 anni e ogni 2 anni per i pazienti con età <a 50 anni. La revisione avviene tramite la compilazione della cartella di revisione che prevede la ripetizione di alcuni esami strumentali eseguiti al momento della prima immissione in lista di attesa.
Le sue caratteristiche immunologiche vengono inserite in un computer, che in caso di disponibilità di rene sceglierà in base alla somiglianza del codice genetico. Dopo che il computer ha selezionato i nomi dei riceventi essi verranno avvertiti telefonicamente e dovranno essere pronti per partire per effettuare il trapianto.

E’ BUONA REGOLA RICORDARE AI PAZIENTI CHE OCCORRE ESSERE SEMPRE RINTRACCIABILI TELEFONICAMENTE!

Il candidato, come già ribadito, deve essere sempre facilmente rintracciabile e disponibile a prepararsi all’intervento, eseguendo, al momento della selezione, un trattamento dialitico e gli accertamenti richiesti, anche se il risultato finale degli esami di compatibilità (CROSS MATCH) o di valutazione del donatore dovessero risultare sfavorevoli ed impedire quindi il trapianto. Solitamente la preparazione al trapianto è quasi sempre notturna, a causa dei tempi di organizzazione della donazione.
Se il candidato e l’organo donato risultano idoneo, il ricevente deve poi raggiungere sollecitamente il centro trapianti (occorre contenere al minimo il tempo intercorrente tra prelievo degli organi e trapianto).Il sistema di allocazione degli organi nella Regione Piemonte si basa su una serie di criteri:

  • Anzianità di lista
  • Età dei riceventi
  • Compatibilità di gruppo sanguigno e HLA donatore-ricevente (HLAàrappresenta nell’uomo il sistema maggiore di istocompatibilità ed è costituito da un gruppo di antigeni presenti sulla superficie cellulare)
  • Caratteristiche genetiche dell’individuo
  • Situazione di urgenza clinica

Presso il CRT (Centro Trapianti Regione Piemonte) è stato sviluppato un programma computerizzato che valuta, per ogni ricevente, quali siano i riceventi più idonei sulla base dei criteri suddetti.

 


R.Vaccaro
 ASL TO 3 OSPEDALE DI RIVOLI - U.O.C. NEFROLOGIA E DIALISI
Primario: Dott. M. Saltarelli
Tel. 011-9551089 Fax 011-9551230  e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.