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Di Meo-2008-p04

 


NORMALIZZAZIONE DEI VALORI DI GICA (CA 19.9) DOPO ESPIANTO DI RENE TRAPIANTATO IN PAZIENTE IN DIALISI PERITONEALE AUTOMATIZZATA 

 L. Di Meo, V. Barbera
(Albano Laziale, RM)


Il GICA (Gastro-Intestinal Cancer Antigen o Ca 19.9)
è un antigene circolante nel sangue in presenza di tumori dell’apparato gastro-enterico. Per tale motivo esso viene utilizzato, nella pratica clinica, come marker tumorale. Elevati valori di GICA possono essere suggestivi  della presenza di neoplasie a carico del pancreas e del colon-retto. Tuttavia, tassi elevati possono essere osservati anche in corso di malattie renali croniche.

Vorremmo segnalare il caso della signora B.R. di anni 39, affetta da uremia cronica (secondaria a glomerulonefrite cronica non istologicamente accertata)  in terapia sostitutiva della funzione renale dal 1998 a tutt’oggi, dapprima con emodialisi e successivamente con Dialisi Peritoneale Automatizzata (APD).
2001: trapianto renale da donatore vivente consanguineo.
2003: reingresso in emodialisi in seguito a nefropatia cronica da rigetto.
2004: posizionamento catetere di Tenckhoff ed avvio alla dialisi peritoneale (per trombosi ripetuta FAV ed esaurimento accessi vascolari).
Attualmente la paziente esegue il seguente schema di APD: CCPD TIDAL 70% con 19000 ml di soluzioni di glucosio al 2.27% + Icodestrina 500 ml con volume ultimo carico nella sosta lunga diurna. I principali indici biochimici ed umorali evidenziano una buona performance dialitica: BUN: 36 mg/dl; Creatininemia: 10.66 mg/dl; Na+: 131 mmol/l; K+: 4.3 mmol/l; calcemia: 8.9 mg/dl; fosforemia: 4.0 mg/dl; fosfatasi alcalina: 315 U/ml; PTH intatto: 197 pg/ml; gGT: 10 U/l. Hb: 12.2 gr/dl; Ht: 36.5%; MCV: 103 micron3; GB: 6300 mm3; albumina: 3,83 gr/dl; HBsAg: assente; HCV-Ab: assente; Kt/V = 2,32 (paziente anurica).

Nel corso degli accertamenti per re-inserimento in lista di attesa di trapianto renale iniziavano ad osservarsi valori di GICA progressivamente crescenti fino ad un massimo di 494 UI/ml (vn < 37). Le indagini ultrasonografiche e la TC addome con mdc non facevano rilevare alterazioni a carico dei visceri addominali. L’ecografia del rene trapiantato mostrava l’organo di volume nettamente ridotto (DL massimo di circa 60 mm) ad ecostruttura intensamente iperriflettente come per fibrosi involutiva. Gli esami endoscopici dell’apparato digerente erano nei limiti della normalità. Nel sospetto di una origine dal rene trapiantato di tali aumentati valori di Ca 19.9, la paziente veniva sottoposta ad intervento chirurgico di espianto in data 14.11.2007. Il giorno successivo all’intervento il valore del GICA era 109 e si è assistito ad un trend progressivamente in discesa fino agli attuali  valori di 52 UI/ml. Macroscopicamente, il rene asportato mostrava dimensioni di mm 60x40x20, con aspetto diffusamente emorragico. Istologicamente, il viscere e le strutture ilari presentavano ampie zone di necrosi ischemico-emorragica per diffusi fenomeni di endoarterire transmurale (rene da rigetto acuto Banff grado III°). Coesistente malattia linfoproliferativa di tipo benigno.

Possiamo pertanto concludere che un rene con rigetto cronico di trapianto è in grado di produrre elevate quantità di antigene carboidrato 19.9 e che in corso di uremia cronica tale antigene può accumularsi fino a dare una positività 10-20 volte la norma, senza peraltro essere associato ad una neoplasia.