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Stefoni-2008-22

 


I TRAPIANTI NON CONVENZIONALI
(PRE-EMPTIVE, TX DA VIVENTE) 

 S. Stefoni Direttore U.O. Nefrologia, Dialisi e Trapianto,
Policlinico S. Orsola Malpighi - Università di Bologna, Bologna


L’insufficiente numero di organi disponibili per il trapianto renale è oggi un problema di grande importanza che ha portato a sviluppare strategie alternative per aumentare il pool dei donatori disponibili. Una di queste strategie è l’utilizzo di quei donatori che vengono definiti “marginali”. I criteri che definiscono un donatore come marginale sono l’età > 60 anni, l’ ipertensione arteriosa, la clearance della creatinina < 50 ml/min e la causa di morte per evento cerebrovascolare.  Il trapianto renale, è noto, migliora la qualità di vita e prolunga la sopravvivenza dei pazienti con insufficienza renale cronica. La sopravvivenza dei pazienti che ricevono un rene da donatore marginale risulta inferiore rispetto ai donatori non marginali verosimilmente perché questi reni sono più sensibili agli insulti pre e post trapianto e hanno una minor capacità riparativa. Una possibile strategia è quindi quella di ridurre o eliminare i fattori di rischio che sono causa del danno parenchimale, in particolare: 
 
 mantenere una buona perfusione degli organi prima dell’espianto
 
 ridurre il tempo di ischemia fredda
 
 valutare attentamente lo score istologico per avviare programmi di doppio trapianto
 
 scegliere il donatore in base a programmi “old to old”
 
 ottimizzare la terapia immunosoppressiva con l’uso di farmaci per l’induzione e minimizzando l’uso di inibitori della calcineurina, grazie all’uso dei nuovi farmaci oggi a disposizione (inibitori del segnale di proliferazione, inibitori della sintesi di DNA)