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Talaia-2008-18

 


IL PRIMARY NURSING IN SALA DIALISI 

 Autori: M. Talaia, M. Aiassa M., Audero M., F. Campanelli., M. Canella ,B. Cassetta, G. Colombotto, L. Onnis, Y. Sestak, C. Tonizzo.
S.C.D.U. Nefrologia e Dialisi Direttore Prof. G.P. Segoloni, Centro Dialisi Self S. Vito, A.O. San Giovanni Battista di Torino.


Introduzione
Per superare la concezione comune che l’infermiere in sala dialisi sia solo un tecnico, occorre sperimentare con il paziente dializzato, affetto da una malattia cronica, dei modelli assistenziali che superino il diffuso modello per compiti o funzioni e che si prestino ad un approccio olistico per la presa in carico dei nostri pazienti che necessitano come gli altri di assistenza personalizzata e continuativa. Il primary nursing ben si presta al raggiungimento di elevati standard qualitativi inerenti l’assistenza globale.

Il Centro dialisi Self S. Vito da gennaio 2007 ha adottato il modello assistenziale del primary nursing in sala dialisi con risultati soddisfacenti sul versante dei pazienti e degli infermieri. Ogni infermiere ha in carico tre o quattro pazienti, per essi è il punto di riferimento per i propri bisogni personali e clinici che si indagano periodicamente e per i quali si stila un piano assistenziale rispettando le fasi del processo nursing.

Materiali e metodi
Ricerca su banche dati Pub Med: si riscontra un solo caso statunitense di adozione del primary nursing in sala dialisi

Questionario  sui pazienti per sondare il loro livello di soddisfazione e di percezione di miglioramento della qualità assistenziale.

Questionario sugli infermieri per capire le loro soddisfazioni e difficoltà incontrate con l’adozione di tale modello assistenziale. I questionari sono stati somministrati ai due gruppi dopo sei mesi di sperimentazione.

Implementazione ed utilizzo  di un piano assistenziale per promuovere l’applicazione del processo nursing in sala dialisi.

Campione
21 dei 30 pazienti presenti in sala dialisi perché al momento della somministrazione del questionario, dei 30 pazienti iniziali alcuni sono stati trapiantati ed altri avevano sperimentato il modello da troppo poco tempo. Il campione ha un età anagrafica compresa tra i 25 e 73 anni ed un età dialitica che oscilla tra 2 e 24 anni.

8 infermieri di sesso femminile con età media di 35 anni ed anzianità lavorativa in dialisi tra 1 anno e 10 anni.

Analisi dei risultati
Il 100% degli infermieri ritiene che il Primary nursing ha aumentato la responsabilità e la professionalità in sala dialisi, asserisce che il modello consente di erogare un assistenza personalizzata e rispondente ai bisogni delle persone dializzate, inoltre ha permesso di approfondire le conoscenze cliniche e socio-familiari delle persone prese in carico. L’88% sostiene che è aumentata l’autonomia decisionale nei confronti delle cure ed ha permesso di realizzare il processo nursing in sala dialisi. Le difficoltà maggiori si sono incontrate per la stesura dei piani di assistenza non essendo abituati ad un lavoro di tipo intellettuale ma fondamentalmente tecnico.

I pazienti ritengono che i cambiamenti siano stati positivi in quanto il rapporto con gli infermieri e diventato più collaborativo, le informazioni sull’andamento clinico sono puntuali e chiare e l’ascolto è costante, nonché continuativa la comunicazione. I pazienti non desiderano cambiare l’infermiera di riferimento ed il modello assistenziale.

Discussione
La sperimentazione condotta da gennaio a giugno 2007 (ma tutt’ora in corso) ha dato risultati soddisfacenti sia sui pazienti che sugli infermieri. I punti critici riguardano gli infermieri, per i quali è aumentato il carico di lavoro e l’impegno mentale nei confronti della pianificazione assistenziale. Per far fonte a quest’ultima difficoltà dal mese di marzo 2008 si svilupperà un corso di formazione specifico mirato alla facilitazione della compilazione del piano d’assistenza. Il corso accreditato, inizialmente concepito per gli infermieri coinvolti nella sperimentazione, è stato poi aperto a tutti gli infermieri della nostra Struttura Complessa ed inoltre hanno chiesto di parteciparvi infermieri di altri centri dialisi torinesi. Vorremmo con i nostri risultati trasmettere degli stimoli per il cambiamento dei modelli assistenziali in sala dialisi, la crescita professionale ed il miglioramento della qualità di vita delle persone emodializzate.