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Sgreccia 2017

L’INFERMIERE DI DIALISI E IL PREGIUDIZIO DI PESO

Sgreccia M.1, Battistoni G. 1

[1]U.O Nefrologia e Dialisi AUSL Romagna AOO di Rimini

 

Introduzione
 
Secondo recenti statistiche elaborate dall’OMS, circa 2 miliardi di persone nel mondo sono in sovrappeso, di cui più di mezzo miliardo sono obesi. Il contesto socio-culturale odierno è la culla del pregiudizio sul peso e i professionisti della salute non ne sono immuni. I fattori che influenzano il pregiudizio sul peso negli infermieri però, oltre alle esperienze personali e al substrato culturale, possono essere relativi anche alle difficoltà in cui si può incorrere nell’erogazione dell’assistenza infermieristica ad un paziente obeso.  L’obesità rappresenta un fattore di rischio per lo sviluppo della malattia renale cronica. L’aumentata prevalenza di insufficienza renale cronica (ESRD) nei pazienti obesi è in genere attribuita alla presenza di comorbidità quali il diabete e l’ipertensione. Tuttavia, l’obesità “di per sé”, anche in assenza di diabete e ipertensione, aumenta significativamente il rischio di malattia renale cronica e ne accelera la progressione. Anche nei Centri Dialisi della Romagna AOO di Rimini si è assistito ad un progressivo aumento del numero di pazienti obesi e nell’ultimo anno è stato necessario modificare la taratura di almeno un letto a bilancia per ogni Centro oltre i 150 kg, per poter accogliere pazienti con BMI > 40. In alcune discussioni di casi clinici emergono opinioni molto critiche di alcuni infermieri riguardo i pazienti obesi; il dubbio che nasce è: gli infermieri sono soggetti al “weight bias”? E in quale misura? La loro formazione professionale riesce a combattere il pregiudizio culturale?

Metodologia
Obiettivi dello Studio
 
Rilevare quanto persiste il pregiudizio culturale di peso negli infermieri nonostante gli studi e l’esperienza sul campo.  Valutare eventuali azioni formative di rinforzo.
Popolazione
 
La popolazione esaminata è composta da due differenti categorie:  Gli infermieri dell’Unità Operativa Nefrologia e Dialisi dell’Azienda USL della Romagna A.O.O. di Rimini.  Gli studenti del II anno del Corso di Laurea Infermieristica dell’Università di Bologna Campus di Rimini appartenenti all’anno accademico 2015-2016.
Materiali e Metodi Utilizzati
 
“Fat Phobia Scale”: scala composta da 14 coppie di aggettivi opposti che valutano l’esistenza del pregiudizio circa l’obesità

Risultati
 
I dati ottenuti suggeriscono come il pregiudizio sul peso sia presente e, su certi aspetti, si riveli molto forte in entrambe le popolazioni analizzate. Sono gli studenti però a detenere il primato del pregiudizio di peso nella quasi totalità degli item. Questi non hanno ancora ricevuto una formazione specifica sull’argomento perciò stigmatizzano la persona obesa con i canoni, imposti dalla nostra società. Gli infermieri però, pur assumendo un atteggiamento generalmente più neutro, non sono completamente immuni dal ricorso allo stereotipo.

Conclusioni
 
Gli ideali di bellezza imposti oggi dalla cultura occidentale vengono inculcati attraverso un intenso bombardamento mediatico dal quale nessuno sfugge, infermieri inclusi, ai quali non piace la persona “con qualche chilo in più”.  Sicuramente anche le difficoltà nell’erogazione di assistenza infermieristica ad un paziente  obeso giocano un ruolo importante nella determinazione del pregiudizio. Si evince però dai risultati ottenuti che la formazione ricevuta modifica in positivo l’atteggiamento degli infermieri rispetto a quello degli studenti; è auspicabile quindi proporre una formazione continua sull’argomento per facilitare la relazione terapeutica con la persona obesa.

Bibliografia

  1. Gaudio M. Canoni Socioculturali della Bellezza Femminile e Disturbi Alimentari, Contributo pubblicato sul Pol.it Rivista di Psichiatria. gennaio 2015.
  2. Bambi S, Ruggeri M, Becattini G, Lumini E. La Persona Affetta da Obesità Morbosa in Pronto Soccorso: Aspetti Rilevanti per l’Approccio Infermieristico. Scenario 2013. AniArti.
  3. Di Pauli D. Lo stigma sociale dell’obesità colpisce più della stessa malattia. Le Pocket Review. Società Italiana dell’Obesità SIO-triveneto. 2010.
  4. Drake DJ, Dutton K, McAuliffe M, Engelke M, Rose MA. Challenges in Caring for Morbidly Obese Patients in the Acute Setting. Surgery of Relate Diseases. 2005. 1:462-466
  5. Teasdale S. L’effetto del diabete mellito sull’insufficienza renale In: EDTNA/ERCA CKD Interest Group. Insufficienza Renale Cronica (stadio 1-3): Una guida per la pratica clinica. I Edizione italiana. Viadana (MN): EDTNA/ERCA, 2008, pag. 113 - 128.
  6. Cincione I., ADIPONECTINA: UN ORMONE ADIPOCITARIO AL SERVIZIO DEL PODOCITA, Giornale Italiano di Nefrologia / Anno 27 n. 1, 2010 / p. 7

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