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32 Piemontese

USO DEL CITRATO IN CPFA: PROTOCOLLO DI MONITORAGGIO INFERMIERISTICO.
Piemontese G., Dello Mastro C.L., Di Corcia A., Lombardi M., Giorgitto S., Danza A., Tilli G., Consagro L.
Università di Foggia, Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche, S.C. Nefrologia, Dialisi e Trapianto

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Introduzione.
La sepsi rappresenta la principale causa di mortalità nelle terapie intensive, con tassi variabili dal 20% al 70%. La CPFA (Coupled Plasma Filtration Adsorption) è una tecnica che unisce l’adsorbimento non selettivo dal plasma di mediatori infiammatori all’emofiltrazione.

Metodologia.
A partire dal 2014 c/o il nostro Centro, in collaborazione con l’U.O. di Rianimazione, è in uso la CPFA con il sistema Amplya  (Bellco®). Abbiamo eseguito 17 trattamenti, tutti in pazienti con diagnosi di shock settico. 13 hanno utilizzato anticoagulazione con eparina sodica (NaHP) in infusione continua, 4 con citrato (CT) secondo lo schema seguente: infusione in pre-diluizione di soluzione contenente CT e infusione continua di Calcio Gluconato (CaG), in via periferica per mantenere livelli di calcio ionizzato (Ca++) nel range 0,8-1,0 mmol/L. Vengono eseguiti controlli EGA pre- e post-filtro ad intervalli prestabiliti (basale, ogni 15’ per le prime 2h, successivamente ogni 60’), modificando l’infusione di Ca++ secondo protocollo. 

Risultati.
La sopravvivenza del circuito è stata di 6,28+0,6 h, nel gruppo HP e 8,15+1,27 h, nel gruppo CT. La calcemia si è mantenuta stabile (pre 0.82 – post 1), con livelli di pH medi di 7,31±0,18. Il numero di interventi infermieristici nei due gruppi è risultato essere sovrapponibile.

Conclusioni.
L’utilizzo del CT e il monitoraggio del Ca++ ha consentito di trattare una dose elevata di plasma mantenendo uno stato coagulativo di sicurezza con livelli di Ca++ nella norma. 

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